[In]visibilia, la bellezza del passato diviene presente

Dal 2 maggio al 1° giugno, a Palermo, 20 appuntamenti per la seconda edizione della rassegna dell’Arcidiocesi di Palermo dedicata alle parole, alle immagini e ai suoni del sacro, che quest’anno avrà un’attenzione particolare alla creatività dei giovani talenti e alla musica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Tra il visibile e l’invisibile. Spazi di luce a Santa Caterina d’Alessandria è il titolo della performance di luci, musica e parole che il prossimo 2 maggio alle 21 apre [In]Visibilia. Lo spettacolo, immaginato per scoprire la storia e i significati teologici della bellissima Chiesa barocca di piazza Bellini, è a cura dell’Accademia di Belle Arti in collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti. L’ideazione e la direzione sono di Maria Antonietta Malleo, le luci di Massimo Tomasino, le letture di Giusva Pecoraino, le ricerche teologiche di Nicole Oliveri. Le musiche sono eseguite dall’Ensemble di strumenti antichi del Conservatorio (Elena Schiera soprano, Calogero Contino tromba barocca, Emanuel Bravo Martinez e Karla Bocaz violino barocco, Carmelo Fallea viola, Daniela Lopez Quesada clavicembalo). Repliche nei giorni 3, 4, 5, 10 e 12 maggio, ingresso 5 €. [In]Visibilia propone un vero e proprio viaggio fra percezione e comprensione delle parole, delle immagini e dei suoni del sacro, un percorso di approfondimento del “testo” rappresentato dall’ insieme di questi tre elementi, che si fondono negli spazi liturgici e nei conventi svelandone il patrimonio di spiritualità e di preghiera custodito da ciascuno di essi. La novità del 2019 sta nella particolare attenzione posta alla promozione di una creatività contemporanea legata ai temi del sacro e alla musica in particolare. «Abbiamo voluto coinvolgere l’Accademia e il Conservatorio per creare spazi e occasioni di formazione per i giovani artisti», dice padre Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi.

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