Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Arrivano gli austriaci, Unicredit cederà settore "pegni": 40 lavoratori a rischio

La notizia, non commentata dall'istituto di credito, ha messo in apprensione gli impiegati palermitani. Critici i sindacati: "Forti incertezze e pessimo clima, al silenzio risponderemo con iniziative eclatanti"

La banca dei pegni del gruppo Unicredit si prepara ad essere ceduta al gruppo austriaco Dorotheum, tra i leader di mercato a livello continentale. La notizia, non commentata dall'istituto di credito, ha messo in apprensione i 40 lavoratori palermitani. L'operazione era allo studio da tempo, ma solo nelle ultime settimane sarebbero stati definiti tempi e modalità che porteranno alla dismissione delle attività, tanto è vero che soltanto l'altro ieri il dossier sarebbe stato sottoposto al board del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier.

Critici i sindacati palermitani: "Avevamo già lanciato l’allarme da mesi - dicono in coro. Critichiamo fortemente il silenzio dell’azienda sull’operazione che vedrebbe l’interesse, ormai sempre più pressante, di  Dorotheum che è la prima casa d’aste in Europa per giro d’affari con sede a Vienna e con circa 700 dipendenti, di cui 200 fuori dall’Austria, con una succursale a Milano". 

“Non comprendiamo la mancanza di chiarezza di Unicredit – affermano Giuseppe Angelini, Gabriele Urzì, Elia Randazzo e Salvatore Li Castri, dirigenti sindacali rispettivamente di Fabi, First/Cisl, Fisac-Cgil e Uilca -. Parliamo di un settore che ammonta a  circa 200 milioni di euro di impieghi, 35 filiali in tutta Italia e che solo a Palermo occupa 40 lavoratori che vivono una forte incertezza sul loro futuro lavorativo ormai da mesi da quando, cioè,  funzionari della Dorotheum hanno “visitato” le nostre strutture per visionare le nostre procedure lavorative”.

“Complice la crisi economica il credito su pegno è tornato di grande attualità – continuano i sindacalisti – soprattutto nella realtà palermitana e siciliana dove, spesso, il pegno rappresenta  una forma veloce e senza eccessive formalità (fatte salve quelle tecniche e di legge) di accesso al credito per privati e professionisti con il vantaggio ulteriore che il credito su pegno non si basa sulla valutazione del merito creditizio del cliente, ma sul valore del bene dato in pegno. Ci preoccupano non poco le ripercussioni sociali di una eventuale cessione del Pegno e le conseguenze negative per i circa 40  lavoratori addetti soltanto sulla piazza di Palermo, tanto più viste la problematiche che stanno interessando i lavoratori del comparto del recupero crediti oggi transitati a Do Bank realtà nella quale è stato necessario addirittura l’intervento delle Segreterie Nazionali per il pessimo clima aziendale che si è determinato. Al silenzio risponderemo con iniziative eclatanti”.

Giuseppe Messina, responsabile regionale del sindacato Ugl in Sicilia, aggiunge: “E' paradossale apprendere tali operazioni in tale modo, in quanto Unicredit non smentisce e non convoca i sindacati di categoria già sul piede di guerra, violando gli accordi sindacali del piano Transform 2019, il quale blocca eventuali cessioni di rami d’azienda fino al 2019. Inoltre non ci convince l'operazione di dismissione di un assetto strategico - denuncia il sindacalista - che potrebbe transitare in una società che come mission ha quella di vendere all'asta opere”.

“Questa operazione, conclude Messina - portata avanti senza il dovuto confronto con le forze sociali, nel silenzio più assoluto dei vertici Unicredit, la riteniamo gravissima, senza il dovuto, tale progetto ancora sconosciuto di cessione del comparto, non aiuterebbe il rapporto tra cittadino e istituti creditizi, messi già a dura prova dagli scandali recenti che hanno visto accendersi il dibattito politico anche sul futuro di Bankitalia”.

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