"Hanno lavorato 30 minuti in più al giorno senza retribuzione": Tim condannata

Tribunale dà ragione a un gruppo di otto tecnici palermitani che hanno sfidato l’azienda: saranno risarciti. I sindacati: "Siamo soddisfatti del risultato ottenuto, la consideriamo una causa pilota"

La Tim condannata dal Tribunale del lavoro di Palermo a risarcire un gruppo di otto tecnici palermitani  per averli fatti lavorare trenta minuti in più al giorno senza retribuzione, introducendo una “franchigia”. I lavoratori, tutti iscritti alla Slc Cgil Palermo, patrocinati dall’avvocato Pietro Vizzini, hanno sfidato l’azienda con una causa e i magistrati del  lavoro negli scorsi giorni hanno dato loro ragione, condannando la Tim a riconoscere la retribuzione mancante negli ultimi quattro anni fino a luglio 2019.

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – dichiarano le Rsu di Tim Slc Cgil Palermo Fabio Maggio e Benedetto Lombardo, che  hanno seguito i lavoratori in questo percorso –. La sentenza della Corte europea di giugno 2015 ha messo in discussione gli accordi del 27 marzo 2013 sulla franchigia.  E, nonostante gli sforzi fatti dalla Slc Cgil per colmare questo vulnus,  l’azienda ha proseguito sulla sua strada fino ai nuovi accordi del 18 luglio 2019 che riconoscono questi 30 minuti al giorno come orario di lavoro, eliminando la franchigia. Nel frattempo, per superare le resistenze aziendali, ci siamo dovuti rivolgere alla magistratura che adesso si è espressa dando ragione ai lavoratori. La consideriamo una causa pilota, importante per quanti fossero interessati a recuperare il pregresso”.

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