Saldi posticipati in Sicilia, Cidec: "Decisione giusta ma a Palermo crisi del commercio inarrestabile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“La Cidec Sicilia ringrazia l’assessore regionale alle Attività produttive Girolamo Turano per la sensibilità istituzionale e l’apertura al dialogo manifestate in merito alla richiesta, da noi avanzata, di posticipare l’avvio dei saldi nell’isola al 7 gennaio". Con queste parole, il presidente dell’organizzazione datoriale, Salvatore Bivona, esprime apprezzamento per la decisione, assunta dall’esponente della Giunta Musumeci, di garantire a tutti gli esercenti la stessa data di inizio.

Nei giorni scorsi, Bivona aveva trasmesso una nota all’assessore, nella quale spiegava i motivi dell’istanza, formulata a seguito delle indicazioni e delle richieste di molti iscritti. “Il decreto legge del 18 dicembre scorso – spiega il presidente – dispone nei primi giorni di gennaio la chiusura per alcuni esercizi commerciali , consentendo invece l’apertura per altri”. “Un’iniquità che non potevamo accettare – prosegue – pertanto abbiamo chiesto, congiuntamente ad altre associazioni di categoria, che gli sconti fossero rimandati al 7 gennaio, anche per uniformare la Sicilia al resto del Paese”.

Una data che non vedrà più la Sicilia quale zona rossa, con tutte le limitazioni agli spostamenti che ne derivano. Richiesta accolta da Turano, firmatario di un decreto che, tra l’altro, fissa la conclusione dei saldi invernali per il 15 marzo prossimo. “Il confronto con la politica, in questo caso, ha dato ottimi esiti – aggiunge il presidente della Confederazione italiana esercenti commercianti – ma ora chiediamo un ulteriore impegno alla Regione Siciliana, affinché possa supportare il commercio anche nella fase che ci apprestiamo a vivere, dalla quale è lecito attendersi qualche timido segnale di ripresa in concomitanza con l’avvio dei vaccini e la possibilità di tornare a credere nel futuro”.

Ragionevole e cauto ottimismo ma anche tanta preoccupazione, soprattutto per Palermo, dove prosegue inarrestabile la cessazione delle attività per le insegne storiche. “Abbiamo appreso con dispiacere dell’ormai prossima chiusura di Arena Barranco, la più antica profumeria in città – si rammarica Bivona – e ci chiediamo cosa rimanga, ormai, del tessuto commerciale, un tempo florido, della Palermo dei decenni passati”. La Cidec aveva chiesto, a tal proposito, un tavolo di crisi al governo regionale nei mesi scorsi. “Senza Arena Barranco – conclude – via Notarbartolo non sarà più la stessa: viene meno un luogo che ha unito, a partire dal 1880, tante generazioni nel nome dell’eleganza e della bellezza”.

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