Nuovo regolamento per i commercianti morosi: "Suona come un ricatto"

Confesercenti critica il provvedimento annunciato dal Comune: "Non aiuta l'economia cittadina e prende di mira ancora una volta le imprese in difficoltà". Reina: "Gli evasori vanno scovati ma sono perseguibili senza arrivare alla revoca della Scia"

La giunta di Confesercenti

"Il nuovo regolamento suona come un "ricatto" e non aiuta di certo l'economia cittadina, ancora una volta saranno prese di mira le imprese in difficoltà". A commentare senza mezze misure il provvedimento annunciato dal Comune che prevede di sanzionare i commercianti non in regola con i tributi locali è la giunta di Confesercenti Palermo.

Guerra del Comune ai commercianti morosi: ritiro della licenza per chi non paga

"Gli evasori - dice Nunzio Reina, responsabile dell'area Produzione - vanno certamente scovati e le tasse comunali pagate, ma non dimentichiamo che i morosi sono perseguibili a prescindere, anche senza arrivare alla chiusura dell'attività o alla revoca della Scia. Il numero delle chiusure che si registra a Palermo è già elevatissimo e parla chiaro, non si può quindi continuare a penalizzare le imprese. Tra l'altro, visto che spesso i commercianti puntano il dito contro i servizi carenti, sarebbe il caso di diminuire la tassazione o di offrire servizi di qualità".

"Molti negozianti della città - sottolinea Massimiliano Mangano, responsabile dell'area Commercio - vivono già una situazione complessa, specie nelle zone chiuse al traffico o nelle aree in cui sono presenti cantieri. Eventuali chiusure o sospensioni delle licenze potrebbero soltanto danneggiarli ulteriormente". "Va inoltre intensificata l'attività di controllo sull'abusivismo - aggiunge Francesca Costa, presidente di Confesercenti Palermo - perché rappresenta uno dei fenomeni che più danneggia il tessuto produttivo. Se il nuovo regolamento prevede sanzioni durissime per gli evasori individuati tra chi deve rinnovare la licenza o l'ha richiesta, ci auguriamo un contrasto altrettanto severo verso coloro che hanno avviato la propria attività senza aver mai ricevuto alcuna autorizzazione e lavora quindi da abusivo".


 

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