Economia

Decathlon non aprirà, il Comune boccia la riconversione dell'ex Coca cola

"Nell'area D1 solo attività industriali". Il Suap nega così il permesso di costruire alla Roberto Abate spa, proprietaria del terreno, che avrebbe voluto realizzare un insediamento commerciale per venderlo al colosso dell'abbigliamento sportivo. Orlando e Piampiano: "Valutazione tecnica, rispetto di regole è un imperativo"

Gli uffici comunali del Suap rigettano l'istanza presentata dalla Roberto Abate spa per la riconversione dell'ex area della Coca cola a Tommaso Natale. La società catanese, diventata proprietaria del terreno, avrebbe voluto costruire un insediamento commerciale per venderlo a Decathlon. 

Il Comune però ha detto "no", in quanto la destinazione urbanistica dell'area "non è compatibile con la destinazione commerciale proposta". Si tratta infatti di un'area classificata come D1, ovvero insediamento industriale. E quindi per il Suap non possono andarci attività che non siano esclusivamente "industriali, artigianali e simili" (interpretazione suffragata anche da un parere dell'avvocatura comunale). Stando così le cose, Decathlon non aprirà.

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Ma facciamo un passo indietro. Inizialmente al posto della fabbrica della Coca Cola (demolita nel 2012) doveva essere costruita una multisala cinematografica con due ristoranti annessi. Ma i lavori furono bloccati perché la nuova costruzione non avrebbe rispettato la volumetria dell'edificio preesistente e l'area era stata sequestrata. La realizzazzione del cinema multisala era così finita al centro di un'indagine per abuso di ufficio e violazioni edilizie.

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Tramontata l'ipotesi multisala, sempre la Roberto Abate spa, ha proposto il progetto dell'area commerciale da destinare a punto vendita Decathlon. Quest'ultimo però nelle carte prodotte al Comune non figura mai. Adesso il diniego del permesso di costruire. Che arriva a distanza di un anno dall'ultimatum all'amministrazione lanciato da Decathlon, che sarebbe stato pronto a investire 20 milioni di euro. 

"Nessuna valutazione di tipo politico o di altra natura - spiega Leopoldo Piampiano, assessore alle Attività produttive - può e deve interferire con una valutazione tecnica e di legittimità formale che compete unicamente agli uffici, che hanno correttamente sottoposto questa pratica ad un'analisi approfondita e circostanziata". 

"Siamo ovviamente contenti del fatto che nel tempo Palermo abbia riconquistato un interesse per gli investimenti e per i grandi brand, come testimoniato dall'avvio di tante attività commerciali in questi anni - afferma il sindaco Leoluca Orlando - ma soprattutto e ancor di più in un momento come questo in cui il rispetto di regole è un imperativo, nessuna attività economica, piccola o grande, tradizionale o innovativa può essere al di sopra della normativa. L'amministrazione comunale è sempre aperta al dialogo con quanti vogliano investire in città e creare nuove opportunità di sviluppo, purché ciò avvenga in quadro certo di attenzione per la normativa urbanistica e per la pianificazione della città".

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