Coronavirus, Confesercenti chiede aiuto: "Fase due non diventi disastro economico"

Per l'associazione "il Dpcm prolunga un lockdown che per le imprese del Sud rischia di trasformarsi in una chiusura definitiva. Si tratta delle stesse imprese su cui si basa la nostra economia, fatta anche di piccole realtà che oggi non possono essere lasciate indietro"

"Nessuna certezza sugli aiuti annunciati, con chiusure che vanno verso i tre mesi e perdite economiche che decreteranno la fine di molte attività. In una città come Palermo, in cui i commercianti stavano già da anni lottando con tutte le proprie forze contro la crisi economica, siamo ormai vicini al disastro: il Dpcm prolunga un lockdown che per le imprese del Sud rischia di trasformarsi in una chiusura definitiva. Si tratta delle stesse imprese su cui si basa la nostra economia, fatta anche di piccole realtà che oggi non possono essere lasciate indietro". A dichiararlo è Francesca Costa, presidente di Confesercenti Palermo.

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Musumeci scrive a Conte: "Qui meno contagi e siamo pronti a riaprire più attività"

"Per questo - dice Costa - ci rivolgiamo alle istituzioni regionali, ma anche all'amministrazione comunale che deve prendere in considerazione, oggi più che mai, le esigenze delle medie e piccole imprese, a partire dalla richiesta dell'annullamento delle imposte comunali, come abbiamo già evidenziato pochi giorni fa. Le attività sono pronte a ripartire in tutta sicurezza, rispettando i protocolli che abbiamo sottoscritto e che abbiamo condiviso sin dall'inizio. Ai nostri associati - prosegue Costa - Confesercenti ha già distribuito migliaia di mascherine e ulteriori misure di sicurezza saranno adottate per riavviare ogni attività nell'ottica di tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti. Dal Turismo al Commercio e fino all'Artigianato, nessun settore può ancora attendere - sottolinea Costa - e già a livello nazionale la nostra associazione ha predisposto ipotesi specifiche per ogni categoria. E' necessario valutare una differenziazione territoriale in base al rischio del contagio, e tutelare il tessuto economico locale, evitando di agevolare ancora una volta le vendite on line che già da tempo danneggiano le imprese cittadine. Le misure per contrastare l'emergenza sanitaria devono camminare insieme a quelle per l'economia interna, evitando allo stesso tempo che il disastro diventi una realtà". 

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