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Economia

La Sicilia torna arancione, Confcommercio: "In giallo aree con basso indice di contagio"

L'associazione lancia l'appello per "far respirare le attività commerciali". Il presidente vicario per la Sicilia, Gianluca Manenti: "Per risalire la china indispensabile puntare maggiormente sul settore terziario a cominciare dal turismo e andare avanti con i ristori rapportati alle perdite di fatturato del 2020"

La Sicilia da lunedì torna in zona arancione. Tante attività commerciali però resteranno chiuse. Per farne respirare almeno qualcuna, Confcommercio chiede "di spingere per fare in modo che le aree territoriali a basso indice di contagio possano passare al giallo”. A lanciare l'appello è il presidente vicario Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ricordando che dal primo febbraio, dopo la firma del ministro Speranza, sarà possibile per i centri commerciali rimanere aperti durante la settimana, chiusi nei giorni prefestivi e festivi. Aperti, invece all’interno, in ogni caso, farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai. I bar saranno aperti ma vietato consumare all’interno. Idem per i ristoranti. Dalle 5 alle 18 permesso l’asporto di cibi e bevande da tutti i locali, dalle 18 alle 22 solo dai locali con cucina. Consegna a domicilio senza limiti di orario. Non sarà possibile consumare cibi e bevande in strade e parchi dalle 18 alle 5. 

Restano chiusi i musei, le mostre, le palestre, le piscine, i cinema. “Per risalire la china – aggiunge Manenti – è indispensabile puntare maggiormente sul settore terziario a cominciare dal turismo. E poi è necessario andare avanti con i ristori rapportati alle perdite di fatturato del 2020. Chiediamo che si possa investire con determinazione, in termini di politiche, progetti e risorse, proprio sull’economia del terziario di mercato particolarmente colpita dall’impatto dell’epidemia, perché rafforzarne la resilienza significa rafforzare la resilienza del sistema economico regionale, fornendo garanzie non solo alle imprese ma alle famiglie che da queste sono sostenute. Dobbiamo mirare a rimanere aperti in sicurezza a prescindere dai colori. Oltre ai ristori e aiuti adeguati e congrui, chiediamo maggiori controlli per evitare assembramenti incontrollati. Ciò al fine di evitare il continuo stop and go di tutti gli esercizi pubblici. L’auspicio - conclude il presidente - è di una collaborazione sempre più stringente con il governo regionale per la definizione di eventuali misure di contenimento destinate a non penalizzare e discriminare le categorie. Il confronto serve per non cadere sempre negli stessi errori e per ripartire tutti in sicurezza”.

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