Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Peschereccio affondato, individuato il relitto del Nuova Iside

Il ritrovamento a 30 miglia nord di Palermo, a quasi 1.400 metri di profondità, grazie all'utilizzo del cacciamine Numana della Marina militare. La conferma è arrivata tramite alcune immagini del nome scritto sulla fiancata

Il cacciamine Numana della Marina militare

Individuato il peschereccio disperso tra San Vito Lo Capo e Ustica. Il cacciamine Numana della Marina militare ha rintracciato oggi il relitto del peschereccio Nuova Iside, grazie all'impiego di alcuni sofisticati mezzi subacquei e con il supporto nelle ricerche della guardia costiera. Il relitto, riporta l'agenzia di stampa Adnkronos, è stato ritrovato in un'area a circa 30 miglia a nord di Palermo, a quasi 1400 metri di profondità, tramite alcuni sensori della nave e un veicolo filoguidato del Comando subacquei e incursori (Comsubin).

Le immagini del peschereccio in fondo al mare | Video

La ricerca è iniziata lo scorso 30 maggio in un'area dove il cacciamine Numana ha poi svolto ulteriori ricerche. Come fa sapere la Marina Militare, "la profondità del fondale, la presenza di forti correnti marine e, l'incertezza della posizione dell'affondamento e le condizioni meteorologiche non ottimali, hanno reso la ricerca particolarmente difficile e complessa". La conferma dell'identità del relitto è stata ottenuta grazie ad alcune immagini del nome scritto sulla fiancata. Le immagini e il restante materiale ritrovato verranno ora messe a disposizione dell'autorità inquirente.

Le indagini

Da ieri mattina sono in corso gli accertamenti irripetibili sulla petroliera Vulcanello, sequestrata nei giorni scorsi su disposizione della Procura di Palermo, per cercare di ricostruire cosa sia accaduto il 13 maggio scorso quando. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Vincenzo Amico, sperano di trovare qualche traccia utile sull'imbarcazione, ormeggiata nel porto di Augusta.

L'ipotesi più accreditata per il momento è che non vi sia stata una collisione tra i due mezzi, ma che la petroliera, passando molto vicino al peschereccio e ad una velocità sostenuta (12 nodi) possa aver generato un'onda che abbia fatto capovolgere la Nuova Iside, poi affondata in un punto in cui la profondità del mare è di oltre 1.200 metri. Questa lettura è quella che sarebbe maggiormente compatibile con i tracciati radar, dove sarebbero evidenti i segnali delle due navi in movimento: ad un certo punto, però, quello della Nuova Iside prima si indebolirebbe e poi saprirebbe del tutto. Se fosse avvenuta una collisione, questo ipotizzano gli inquirenti, non vi sarebbe stato il secondo segnale, quello debole, del peschereccio.

La Procura indaga per omicidio colposo e omissione di soccorso, visto che quel giorno hanno perso la vita tre persone: Matteo e Giuseppe Lo Iacono, ma anche Vito Lo Iacono, di cui però il corpo non è mai stato ritrovato. Al momento, come atto dovuto, sono finiti sotto inchiesta il comandante della petroliera e l'armatore della società Augustadue del gruppo Mednav, nonché due ufficiali di plancia in servizio sull'imbarcazione.

Gli accertamenti in corso stanno riguardando tra l'altro lo stato della vegetazione che si forma sulla chiglia della entrando a contatto con l'acqua. Già subito dopo la scomparsa del peschereccio gli inquirenti avevano comunque filmato lo stato della petroliera e anche queste immagini potrebbero essere utili alla ricostruzione della dinamica.
 

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