Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

La Sicilia chiama la Corsica: un’alleanza tra popoli e cultura

L’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana Elena Pagana è stata accolta nella sede dell’Ente Parco delle Madonie dal Commissario straordinario Caltagirone in occasione della visita della Consigliera esecutiva della Collettività Corsica

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Sicilia chiama Corsica: un’allenza tra popoli e cultura L’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana - Elena Pagana – è stata accolta nella sede dell’Ente Parco delle Madonie dal Commissario straordinario Caltagirone in occasione della visita della Consigliera esecutiva della Collettività Corsica e Presidente dei Vigili del Fuoco -Veronique Arrighi e del Presidente del Parco Regionale naturale della Corsica - Jacques Costa - accompagnati a loro volta, per l’occasione, dal Segretario generale della “Sicilia F.A” Nazionale Siciliana Fabio Petrucci. L’incontro, già previsto alcuni mesi fa, durante una delle visite della Nazionale Corsa, per programmare gli allenamenti nei Comuni del Parco delle Madonie e la finale di calcio a Caltanissetta in vista del torneo Sikelia Cup tra le due nazionali di Corsica e Sicilia, è stato fondamentale, tra l’altro, per aprire il dialogo tra le diverse Istituzioni, ad accordi di partenariato tra le due Regioni, non solo a livello sportivo ma, anche da un punto di vista economico, turistico-culturale. I temi sui quali l’Assessore Pagana ha discusso, federalismo fiscale, autonomia regionale, sviluppo dei Parchi e pianificazione strategica tra assessorati e dipartimenti della Regione Siciliana, hanno catturato l’attenzione degli ospiti, interessati a scoprire i relativi ambiti d’intervento nel contesto della governance in Sicilia.

Per l’Assessore Pagana, il raggiungimento degli obiettivi europei della Strategia sostenibile, dovranno essere osservati, soprattutto nell’ottica di un ulteriore potenziamento dei Parchi siciliani, con i quali si dovrà avviare una maggiore concertazione, assieme alle Associazioni ambientali ed al Corpo Forestale della Regione Siciliana con compiti di polizia ambientale, in sinergia con il governo, alle cui linee d’indirizzo politico, tutte le parti dovranno uniformarsi. Il Parco, in quanto area protetta, non costituisce solo un vincolo ma crea opportunità di sviluppo, attraverso la combinazione di tante risorse: turistiche, naturali, paesaggistiche, geologiche e culturali. Per questo bisogna ampliare i confini ridisegnandone il perimetro con all’interno nuovi Comuni, perché il Parco delle Madonie, già capofila in progetti avviati di concerto con gli altri parchi siciliani in iniziative di promozione turistica anche all’estero, promosse dalla Regione Siciliana, offre al pari di altri parchi nazionali, una variegata bellezza, ricca di biodiversità e presenta un ineguagliabile tesoro geologico.

Comprendo l’esiguità delle somme trasferite che non riescono a garantire un’ottimale pianificazione delle attività gestionali ai Parchi siciliani ma, è mio obiettivo - conclude - oltre che aumentare le relative assegnazioni dei fondi, permettere a ogni Ente Parco, di essere autonomo, ovvero poter disporre di entrate proprie, in grado di “avviare un percorso gestionale” con propri fondi”, perché possiedono potenzialità tali da generare meccanismi virtuosi. A loro, sarà data, prossimamente assistenza tecnica con esperti alla programmazione, per intercettare e aumentare la capacità di fare investimenti sui propri territori. Per il Commissario dell’Ente Caltagirone, la bellezza dei Parchi, evidente nella ricchezza degli elementi che gli appartengono in ogni tempo e luogo, è così ricca di contenuti che si apre a tante potenzialità: dal turismo naturale al benessere fisico; dal mare alla montagna; dal trekking al rafting, alle ciaspolate. È necessario insistere nei settori di punta per intercettare quelli nei quali si riscontra la crescita delle competenze delle piccole imprese artigianali, attraverso la coesione territoriale ed un’offerta fieristica razionale e ragionata che può qualificarsi come un ottimo strumento per lo sviluppo del Sud Italia. In secondo luogo, in un contesto globale dei Parchi, è importante favorire la comunicazione tra gli stakeholder dell’offerta fieristica, promuovendo alleanze strategiche tra Paesi diversi, per descrivere i rispettivi territori ed allargarne la visione all’esterno in modo più trasversale, con attività collaterali a sostegno della comunicazione relativa alla promozione di settori produttivi fortemente legati al territorio e a forte vocazione turistica. E con essi, anche la consigliera della Collettività Corsica Arrighi, si dice soddisfatta di questo incontro, ritenendo che, a livello politico, la Corsica abbia qualcosa da copiare dalla Sicilia.

Si riferisce soprattutto allo studio dell’autonomia di cui gode la Regione Siciliana a Statuto speciale; mostra interesse alla conoscenza delle deleghe assegnate all’Assessore Pagana, alla pianificazione della Strategia internazionale di cui si è tanto parlato, perché questo momento – dice - serve a capire che, oltre la linea del gioco calcistico, esistono interessi di partenariato con le Madonie, così come sono stati intrapresi dalla nostra Regione con il Libano e la Sardegna. E per il Presidente del Parco regionale della Corsica – Costa – l’Ambiente, la tutela della biodiversità, la salvaguardia delle tradizioni, sono elementi comuni tra i due territori. La cooperazione internazionale, può prevedere forme di apertura per la messa e disposizione e la migliore fruibilità dei Parchi. Campeggi, itinerari per bici, escursioni pianificate sviluppati nel rispetto dell’ambiente, costituiscono gli argomenti sui quali poter discutere nell’ottica dello sviluppo internazionale e, questo territorio madonita, rappresenta una costante naturale pur nella sua evoluzione storica di paesaggio e natura. Siamo pronti al dialogo e a sviluppare azioni comuni tra la Sicilia e la Corsica, anche per la capacità di comprensione tra le due lingue parlate, dove quella corsa appare, a tratti, affine al dialetto siculo.

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