Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Sciopero dei trasporti: fermi bus e pullman, cancellati sei voli

Incrociano le braccia dalle 8,30 alle 17,30 i lavoratori del trasporto pubblico locale per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Annullati gli aerei per Milano Linate e Napoli

Giornata di passione e disagi per il trasporto pubblico locale. Anche a Palermo si sono fermati i lavoratori del settore per effetto dello sciopero nazionale indetto da Fit Cisl Filt Cgil Uiltrasporti, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro e contro la carenza di fondi che rischia di far tracollare il comparto.

Stop a tram bus metropolitane e pullman. Gli autoferrotranvieri di tutta la regione si fermeranno (personale dei bus tram e metro delle nove città) nella fascia oraria che va dalle 8,30 alle 17,30 (possibili variazioni di orario per ogni singola città), i lavoratori degli impianti per tutto il turno giornaliero. Il personale dei pullman sciopererà con diverse fasce orarie: personale di movimento dell'Ast dalle 6,30 alle 9,30 e poi ancora dalle 13 alle 16, aziende Anav, Sais, Giamporcaro, dalle 6 alle 9 e dalle ore 13,30 alle 16,30. Uffici e impianti chiusi per 24ore.

Disagi anche all'aeroporto Falcone e Borsellino per effetto della protesta dei piloti Alitalia che incrociano le braccia per 4 ore: non è arrivato il volo da Milano Linate delle 8,35 e non è partito il volo Palermo-Linate delle 9,50. Fermo anche il volo che doveva arrivare ancora da Linate alle 13 e che dunque non ripartirà alle 13,35 come previsto. Alle 15,10 non partirà da Napoli il volo diretto a Palermo e dunque sarà cancellato pure il volo Palermo-Napoli delle 15,45.

“Una protesta che in Sicilia – spiegano Amedeo Benigno Segretario Fit Cisl Sicilia e Salvatore Girgenti Segretario regionale Fit Cisl Responsabile Area contrattuale autoferrotranvieri – assume una valenza in più: il comparto che conta 120 aziende fra pubbliche e private e 8 mila lavoratori è in piena crisi, tagliate tratte, azzerati straordinari, cassa integrazione per alcuni dipendenti, e tutto a causa dei tagli del 20% dei contributi regionali subiti lo scorso anno, (per le aziende pubbliche una media di 8 milioni di euro). E per il futuro, le prospettive sono anche peggiori dato che la Regione, a causa del buco del bilancio, annuncia ulteriori tagli ancora non quantificati. Ad aggravare il tutto il fatto che la Sicilia non attinge ai fondi nazionali del Tpl per l'autonomia di cui gode, e questo fa pesare tutto sulle disastrate casse regionali. Bisogna intervenire, per evitare che questa vertenza si trasformi in un ennesima emergenza sociale” concludono Benigno e Girgenti.  

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