Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Sciopero "femminista", le donne si mobilitano: striscioni nelle scuole palermitane

L'8 marzo palermitano: studentesse medie e universitarie, lavoratrici, precarie, disoccupate scenderanno in piazza per invadere le strade contro la violenza maschile. Appuntamento in piazza Verdi

Questa mattina le studentesse delle scuole palermitane hanno manifestato piena solidarietà a quante domani, 8 marzo, incroceranno le braccia in occasione dello sciopero globale delle donne lanciato dalla piattaforma “Non una di meno” in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Striscioni esposti fuori dalle scuole e aperti nelle aule nel corso delle lezioni per ricordare l'appuntamento relativo alla manifestazione di domani che, a Palermo, è stata indetta dall'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne partirà e che partirà da piazza Verdi alle 17.30.

Studentesse medie e universitarie, lavoratrici, precarie, disoccupate infatti scenderanno in piazza e unite invaderanno le strade della città rivendicando in maniera ferma e decisa il diritto all'autodeterminazione e contro la violenza di genere, qualsiasi sia la forma in cui essa viene perpetrata. "Un sistema capitalistico di chiara impronta patriarcale - si legge in una nota - che infligge violenza sulle donne attraverso il ricatto della precarietà nel lavoro, la mercificazione dell'immagine femminile, la lettura di fatti di violenza di genere in chiave emergenziale e l'assenza di un welfare costruito a partire dai bisogni delle donne. Elemento fondante del ragionamento portato avanti dall'Assemblea nella sua costante attività in città, fatta di incontri di dibattito, iniziative simboliche, eventi culturali vari, è infatti l'idea che la violenza di genere sia caratteristica strutturale dei rapporti sociali e del contesto socio-culturale in cui viviamo". 

"Una manifestazione, quella di domani, che guarderà non solo alle donne ma a tutte le categorie considerate subalterne, come tutte le molteplici minoranze e la comunità Lgtb - affermano le studentesse dell'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne - e che vuole essere parte di un processo in costante evoluzione in cui le strade vengano intese come il luogo più giusto in cui tessere reti contro lo sfruttamento e la discriminazione, riappropriandoci e difendendo spazi di autonomia e libertà".

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