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Palermo-Messina, 4 ore per 225 km: una delle tratte ferroviarie più lente

Legambiente, nell'ambito della campagna "Pendolaria", ha stilato una mappa delle tratte peggiori d'Italia. Quella tra il capoluogo e lo stretto è al sesto posto. Lanciata una giornata di mobilitazione per il 18 dicembre

Sembrerà strano, ma in Italia esistono 5 linee ferroviarie peggiori della Palermo-Messina. Secondo una mappa delle tratte peggiori stilata da Legambiente nell’ambito della campagna “Pendolaria” al primo posto infatti si piazza la Circumvesuviana a Napoli, seguita da Roma-Viterbo, Pinerolo-Torre Pellice, Padova-Venezia Mestre, Genova Voltri-Genova Nervi e quindi la Palermo-Messina.

Tagli, riduzione delle corse e disservizi, ritardi orari e lentezza, senza contare il sovraffollamento e l'aumento dei biglietti. Questi i problemi che affliggono il trasporto ferroviario, in particolare quello dedicato ai pendolari, e che hanno portato Legambiente a lanciare una giornata di mobilitazione per il 18 dicembre contro ''i soliti vecchi treni'' per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori.

La Palermo-Messina – secondo il rapporto di Legambiente - è una delle tratte più lente d’Italia con il record di 4 ore per 225 km. Per il 55% della linea c’è ancora il binario unico ed i ritardi sono costanti come le soppressioni dei treni, le carrozze sempre più sporche e le stazioni sono messe fuori uso dai vandali.

“Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza nazionale - dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini - di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando per la riduzione e l’incertezza delle risorse, che ha portato ad avere treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con autentici drammi giornalieri che si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto. E’ vergognoso che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano stati talmente risibili da risultare in molti casi inferiori alle spese per i gruppi consiliari. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro”.

Legambiente anticipa una parte dei dati contenuti nel rapporto "Pendolaria" che sarà presentato il 18 dicembre. Nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22% rispetto al 2007-2009. Il 2009 è stato, infatti, l’ultimo anno in cui sono state destinati fondi sufficienti a garantire un servizio decoroso. Anche il Governo Monti non fornisce certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. Per il prossimo anno i fondi per il trasporto pendolare sono destinati ancora a ridursi. La diretta conseguenza di questa situazione sono tagli ai servizi, aumento del prezzo dei biglietti, stop agli investimenti per l’acquisto dei treni.

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