"Ha diretto la famiglia mafiosa di Caccamo", sequestrati i beni del boss Guzzino

Il provvedimento riguarda una villa e conti bancari riconducibili a Diego Guzzino, 71 anni. E' stato condannato in via definitiva nel 2008 per associazione mafiosa a 7 anni di carcere, nuovamente arrestato nel blitz antimafia del 2016 "Black cat" e condannato a 8 anni e 8 mesi

Beni per 250 mila euro, tra rapporti bancari e una villa, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Diego Guzzino, 71 anni, ritenuto esponente di spicco della mafia di Caccamo, condannato in via definitiva nel 2008 per associazione mafiosa a 7 anni di carcere. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Palermo - sezione misure di prevenzione - su richiesta della locale Procura della Repubblica ed è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale. 

GUZZINO Diego, Caccamo 11.02.1948-2Guzzino (nella foto), dicono gli inquirenti, "risulta tra i personaggi che hanno caratterizzato la storia criminale di Caccamo quantomeno dagli anni ’80, come riscontrato anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia". Anche dopo la condanna del 2008, avrebbe "continuato successivamente ad accrescere il suo spessore criminale all’interno della famiglia mafiosa di Caccamo, ponendo in essere comportamenti finalizzati ad agevolare Cosa nostra".

Nel 2016, è stato nuovamente arrestato nell’ambito dell’operazione "Black cat”, "per aver diretto la famiglia mafiosa di Caccamo, dedicandosi, in particolare, alla commissione di estorsioni, atti intimidatori e danneggiamenti, intrattenendo riservati e clandestini rapporti con diversi sodali anche di altri mandamenti". Con sentenza del 20 dicembre 2017 del Tribunale di Palermo (confermata in appello il 10 ottobre 2019), Guzzino è stato condannato alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione e dallo scorso marzo è stato posto agli arresti domiciliari.

La Procura ha delegato accertamenti economico-patrimoniali agli specialisti del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, che hanno evidenziato "una significativa sproporzione, pari ad oltre 270.000 euro, tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo". Da qui il sequestro di una villa nel residence “Mareluna Village” a Campofelice di Roccella, nonché di diversi rapporti bancari, per un valore stimato di circa 250.000 euro. Il Tribunale ha infatti ritenuto "che l’immobile di pregio, acquistato in assenza di fonti di reddito giustificate, e le giacenze sui rapporti bancari, incompatibili con l’accumulo di risparmi leciti, intestati o nella disponibilità di Guzzino, rappresentino il frutto delle attività illecite esercitate o il reimpiego dei relativi proventi".
 

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