La Dia: "Cosa nostra assume il controllo diretto dei centri scommesse più avviati"

La relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al primo semestre 2019: "Questo comparto risulta d’interesse criminale per la possibilità di realizzare guadagni rapidi ed elevati, superiori a quelli ottenibili con qualsiasi altra attività imprenditoriale"

"Le strategie operative di Cosa nostra tendono sempre più ad infiltrare il settore dei giochi e delle scommesse. Questo comparto risulta d’interesse criminale per la possibilità di realizzare guadagni rapidi ed elevati, superiori a quelli ottenibili con qualsiasi altra attività imprenditoriale". Così la Dia nella relazione relativa al primo semestre 2019. Il rischio di infiltrazioni, però, non riguarda solo il gioco illecito e le scommesse clandestine, "ma anche il mercato del gioco e delle scommesse legali".

La Dia, riferisce Agipronews, sempre parlando della Sicilia, sottolinea che "Cosa nostra non solo aggredisce questa nuova forma imprenditoriale, talora applicando il metodo estorsivo, ma si attiva anche per assumere il controllo diretto dei centri scommesse più avviati". Le attività investigative hanno portato alla luce la collaborazione tra importanti imprenditori del settore e le famiglie mafiose locali, grazie al cui appoggio viene imposto un brand, "dietro al quale spesso si celano società di diritto estero".

I volumi d’affari "risultano moltiplicati dal sistematico ricorso a piattaforme di gioco, spesso allocate all’estero, predisposte per realizzare frodi informatiche. Viene così creato un sistema parallelo a quello legale, non tracciabile, elusivo della normativa italiana in materia fiscale ed antimafia. Nel semestre preso in esame dalla relazione si segnala in particolare l’operazione Mafiabet, "con la quale, a febbraio 2019, sono stati arrestati per i reati di associazione mafiosa, estorsione e corruzione elettorale, un imprenditore del settore, un socio in affari e un soggetto incaricato di gestire una sala scommesse a Castelvetrano, tutti in rapporti con i referenti della famiglia locale".

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