Mafia

Totò Riina sta male: rinviato il processo di Milano

Il boss di Corleone è imputato per le minacce al direttore del carcere di Opera. La decisione dopo una comunicazione del penitenziario di Parma in cui si spiega che il boss "non può essere al momento trasferito al di fuori della sezione detentiva" dell'ospedale

Peggiorano le condizioni di salute del boss Totò Riina e il processo che lo vede imputato a Milano per le minacce al direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano, viene rinviato di una settimana. Finora aveva partecipato alle udienze in videocollegamento. Lo ha deciso il Tribunale in seguito a una comunicazione del carcere di Parma in cui si spiega che il boss "non può essere al momento trasferito al di fuori della sezione detentiva" dell'ospedale della stessa città dove è ricoverato per via delle sue condizioni fisiche. 

Nell'udienza dell'11 luglio scorso - sulla base di una relazione dell'ospedale di Parma dove Riina è ricoverato in regime detentivo del 41 bis - il Tribunale di Milano aveva stabilito che, malgrado la "età avanzata" e le numerose "patologie", il boss aveva la "piena capacità di intendere e di volere" e il procedimento era proseguito. Da un lato, infatti, hanno scritto i medici, Totò Riina soffre di una "cardiopatia" di "tale entità da condizionarne ogni attività" e che lo "espone costantemente" al "rischio di morte improvvisa". Dall'altro lato, però, è "vigile e collaborante, discretamente orientato nel tempo e nello spazio". 

Dal Dap fanno sapere che Riina non è stato sottoposto ad alcun intervento (notizia circolata in un primo momento ndr), ma che a causa di un malore determinato pare da un calo di pressione i sanitari del carcere non hanno autorizzato il suo trasferimento nella sala delle videoconferenze per il collegamento con il tribunale. Riina ha allora rinunciato a partecipare al dibattimento.

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