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Arresto Messina Denaro, Mutolo: "Il nuovo capo? Potrebbe toccare a Settimo Mineo"

Il pentito di mafia sulla cattura del superlatitante: "Può darsi che abbia scelto di farsi prendere. Magari spera in un allentamento delle leggi, magari era troppo malato, magari si sta entrando in una nuova era"

"La prima cosa che mi viene in mente sono le parole di un grande uomo come Giovanni Falcone: la mafia è un fattore umano, ha avuto un inizio e sicuramente avrà una fine. Speriamo che questo arresto sia l'inizio della fine". Così in un'intervista al settimanale Oggi è Gaspare Mutolo, il pentito che sfidò Totò Riina scegliendo di collaborare con Giovanni Falcone, commenta l'arresto di Matteo Messina Denaro e ciò che può significare negli assetti di Cosa nostra. Mutolo è uscito dal programma di protezione dello Stato lo scorso 7 aprile dopo oltre 30 anni da collaboratore di giustizia.

"Di sicuro - dice Mutolo su Messina Denaro - non gli mancavano le possibilità di curarsi all'estero, se avesse voluto", spiega ancora lo storico collaboratore di giustizia. E ancora: "Può darsi che abbia scelto di farsi prendere. Magari spera in un allentamento delle leggi, magari era troppo malato, magari si sta entrando in una nuova era".

E sul possibile successore del boss arrestato dopo trent'anni di latitanza: "Ciò che è importante non è l'arresto in sé, ma ciò che verrà dopo. È stato rotto un equilibrio. Non ho più rapporti con quell'ambiente, ma in base alle vecchie usanze potrebbe toccare a Settimo Mineo (attualmente in carcere, ndr). Io l'ho conosciuto, aveva una gioielleria in centro a Palermo, era stimato da Riina, tanti anni fa scampò a un agguato in cui morì il fratello. Adesso è molto anziano. Di certo, i veri capi, i coordinatori, sono sempre stati di Palermo, anche all'estero per tradizione i capi erano palermitani. Messina Denaro, trapanese, è stato un'anomalia".

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