Cronaca

Barca affondata, notte di ricerche: nessuna traccia dei due dispersi

Ieri mattina tre ragazzi, tutti trentenni, sono usciti su un’imbarcazione per una battuta di pesca. Un’onda anomala avrebbe fatto ribaltare il natante. Recuperato il corpo di Davide Arena, i soccorritori alla ricerca di Salvatore Zarcone e Massimo Perricone. Il dramma dei familiari

Davide Arena, il giovane ritrovato morto in mare - foto Facebook

Sono proseguite per tutta la notte le ricerche dei due dispersi del naufragio di una piccola imbarcazione in vetroresina avvenuto ieri nelle acque di fronte a Palermo. Ma fino ad ora nessuna traccia di Salvatore Zarcone e Massimo Perricone. Solo il corpo di Davide Arena è stato recuperato ieri pomeriggio. I tre diportisti, tutti trentenni, ieri erano usciti in mare per una battuta di pesca.

Nelle ricerche sono impegnate complessivamente otto motovedette tra Guardia costiera, guardia di finanza, polizia e carabinieri. Questa mattina all'alba è decollato dall'aeroporto di Punta Raisi un elicottero che si darà il cambio per tutta la giornata con altri mezzi aerei. Alle operazioni parteciperanno anche due squadre di sommozzatori che dovranno scandagliare il tratto di mare dove è avvenuto il naufragio, nei pressi della Bandita.

Intanto la centrale operativa della Capitaneria di porto, che coordina le operazioni, ha esteso la zona delle ricerche oltre il golfo di Palermo, da Capo Gallo fino a Capo Zafferano. Secondo una prima ricostruzione, la piccola imbarcazione potrebbe essersi rovesciata in seguito a un'onda anomala ed essere colata a picco in pochi secondi.

LO STRAZIO DEI FAMILIARI - A dare l'allarme sono stati i familiari dei tre giovani che ieri, intorno alle 13, non vedendo rientrare i loro cari si sono preoccupati. E si sono vissute scene di disperazione ieri al porticciolo, dove i familiari hanno atteso l’esito delle ricerche. “Io senza mio figlio non vivo più. La mia vita è finita”, urlava il padre di Massimiliano Perricone. Come facevano spesso i tre avevano preso la barchetta in vetroresina e dal moletto di Acqua dei Corsari avevano preso il largo per una battuta di pesca con la lenza. "Era un modo per divertirsi e stare un po’ insieme. Adesso il mare me lo ha portato via, cosa ci resto a fare in questo mondo senza il mio Massimo?”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Barca affondata, notte di ricerche: nessuna traccia dei due dispersi

PalermoToday è in caricamento