Cronaca

Rap, mezzi guasti e proteste: "Il Comune ci deve 70 milioni"

Disservizi sul fronte della raccolta dei rifiuti ingombranti e dello spazzamento manuale, intervengono i sindacati: "Forte preoccupazione tra i dipendenti che hanno ancora vivo sulla loro pelle il ricordo del fallimento del gruppo Amia"

Rifiuti in via Oreto - foto Francesco Romano

Sui disservizi registrati in questi ultimi giorni a Palermo, soprattutto sul fronte della raccolta dei rifiuti ingombranti e dello spazzamento manuale, intervengono i sindacati di Rap, Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Filas: “I lavoratori vengono impegnati con continuità e in più servizi per sopperire al deficit dei mezzi che sta determinando criticità nel servizio di recupero degli ingombranti e nello spazzamento manuale. L’azienda, inoltre, è impegnata quotidianamente in servizi svolti su richiesta del Comune non previsti nel contratto di servizio e quindi a totale carico della stessa, come ad esempio la rimozione rifiuti ingombranti che ha una previsione da contratto fino a 240 interventi annui, ma che in realtà ne conta già più di 3000, e il TMB trattamento meccanizzato biologico in discarica”.

“Pertanto - scrivono i sindacati   - prima che i lavoratori vengano additati, come di solito avviene in questa città, come la causa unica dei problemi di pulizia del territorio cittadino, ribadiamo come già fatto nel corso delle assemblee, che il Comune è debitore nei confronti dell’azienda di piazzetta Cairoli di una cifra attorno ai 70 milioni e che queste risorse non trasferite hanno azzerato la capacità della Rap di fare investimenti sul parco mezzi e di Bellolampo, discarica a rischio saturazione fra qualche mese, e con una consequenziale crisi di liquidità che desta forte preoccupazione tra i dipendenti che hanno ancora vivo sulla loro pelle il ricordo del fallimento del gruppo Amia di 4 anni fa”.

Cosi aggiungono “dal prossimo 24 settembre inoltre, l’azienda sarà priva del consiglio di amministrazione che decade, e ad oggi nessuna comunicazione è pervenuta dal socio unico sul nuovo presidente o un nuovo amministratore unico, quindi si profila una gestione assegnata al collegio dei sindaci”.  “Lo scenario generale non è dei migliori: mancanza di trasferimenti da parte del comune, crisi di liquidità, carenza di mezzi, difficoltà nell’effettuare i servizi d’istituto, rischio saturazione discarica a breve scadenza”.

I sindacati concludono “Il sindaco sarà presente all’incontro del 29, conosce perfettamente punti di forza e criticità della società, è necessaria una discontinuità da parte dell’amministrazione comunale rispetto al passato che sia fondata sulla rivisitazione del contratto di servizio e su una continuità di flusso economico mensile nelle casse dell’azienda al fine di garantire quei servizi di qualità  che i cittadini chiedono e una migliore qualità del lavoro delle maestranze”.

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