Consorzio onoranze funebri: "Imprese denunciano l'assenza di mascherine e dotazioni, forte rischio di contagio"

Le imprese funebri non saranno eroi come i medici e gli infermieri che curano i malati, ma se crollano loro, il rischio è che le famiglie non trovino pace neppure dopo che il virus o morte naturale si è portato via i loro cari.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Consorzio Onoranze Funebri SI.CO.F. Regione Sicilia le imprese denunciano l'assenza di mascherine e dotazioni forte rischio di contagio. In Lombardia, purtroppo, la cronaca parla di tanti casi di operatori funebri contagiati e anche di tanti decessi nel settore. Di qui a qualche giorno (speriamo a Dio di no), purtroppo, ci attendiamo anche in Sicilia un aumento dei contagiati e dei morti e noi saremo ancora più a rischio, senza che nessuno ci consideri. Siamo in pericolo come gli operatori sanitari, ma totalmente dimenticati. Di noi se ne fregano tutti, purtroppo!

Ogni impresario delle pompe funebri assume davanti ai clienti, una vera compassione, perché ti si stringe il cuore quando un figlio capisce che non vedrà più il volto della mamma o del papà. La preoccupazione c'è, nessuno ci ha fornito le mascherine, quelle che abbiamo ma ce le siamo procurate da soli, ma è difficile reperire il ricambio di quelle usate. Le imprese funebri non saranno eroi come i medici e gli infermieri che curano i malati, ma se crollano loro, il rischio è che le famiglie non trovino pace neppure dopo che il virus o morte naturale si è portato via i loro cari.

Il Consorzio Onoranze Funebri SI.CO.F. Regione Sicilia, le imprese denunciano l’assenza di mascherine e il forte rischio di contagio per i lavoratori del comparto: vogliono ribadire la necessità di canali di approvvigionamento preferenziali di materiali come mascherine e altri dispositivi sanitari in questo periodo di epidemia. Sembra inutile, ma siamo costretti a spiegarlo continuamente: noi operatori funebri e cimiteriali siamo una delle categorie mai mensionate maggiormente a rischio e senza i dovuti dispositivi l’intero comparto rischia di fermarsi. Almeno il 70 per cento degli impresari funebri in Sicilia si era organizzato autonomamente per permettere il proseguimento dell’attività anticipando i dettami dei decreti di contenimento della pandemia da un punto di vista di sicurezza dei propri lavoratori e della collettività.

Ora invece ci tocca ribadire a livello istituzionale che la nostra operatività è essenziale, ancor più in questo periodo di complessa tenuta sociale e sanitaria. Le nostre imprese funebri stanno rispettando tutte le regole giustamente emanate dal governo, regione, comuni, ma abbiamo bisogno di mascherine e altro per poter continuare a lavorare ed evitare nuovi casi difficili da gestire. In questo momento sembra impossibile reperire quanto necessario per continuare a lavorare.

Un appello al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, alle istituzioni locali, alla protezione civile: ”Chiedo che utilizzi il suo pugno duro anche per il nostro settore, perché così, non solo rischiamo noi, ma mettiamo a rischio anche gli altri. Non si dimentichi di noi i dimenticati, abbiamo anche noi tanta paura!”. Che nessuno venga lasciato indietro, chi non si ferma ha il diritto di essere tutelato! E la storia di centinaia di operatori funebri in Sicilia che in questo momento vanno tutelati.

Il Presidente Nunzio Trinca https://nunziotrinca.it 

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