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L'uscita degli arrestati dalla Questura

L'uscita degli arrestati dalla Questura

Fiumi di cocaina dalla Calabria, blitz della polizia: 15 arresti

Scoperto traffico di droga, maxi operazione della Squadra Mobile: i pusher di Palermo, commercianti ambulanti, facevano arrivare la droga fino a Lampedusa

Un'organizzazione che poteva contare su una nutrita schiera di "pusher" palermitani che smistava la droga che arrivava dalla Calabria in ogni angolo di Sicilia, perfino a Lampedusa. E’ scattata all’alba una vasta operazione antidroga da parte della polizia. In totale 15 gli arresti, eseguiti su ordine del Gip del Tribunale di Palermo. In azione gli agenti della Squadra Mobile del capoluogo, coadiuvati dai colleghi delle delle Questure di Agrigento, Reggio Calabria e Siracusa.

Dei 15 arresti, 9 sono stati eseguiti a Palermo: 6 palermitani sono finiti in carcere, per due è stato disposto l'obbligo di dimora, mentre per uno è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

L'uscita degli arrestati dalla Questura

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia - ha fatto luce su un florido giro di cocaina che dalla Calabria, dopo essere stata acquistata da un gruppo palermitano, tramite i pusher veniva smistata anche in provincia di Agrigento, arrivando addirittura all’isola di Lampedusa.

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"I poliziotti - dicono dalla questura - hanno accertato che lo smercio della droga nelle varie province era garantito da una cerchia di corrieri, di professione commercianti ambulanti, pusher di fatto che, per la loro professione ufficiale, raggiungevano i mercati rionali ed in tal modo spostavano la droga senza destare sospetto. La complessità e quindi la caratura criminale dell’associazione che trattava anche hashish e marijuana, appare evidente in conderazione del fatto che vi era un'articolata suddivisione dei ruoli tra i sodali come quelli cui era demandata, in via esclusiva, la comunicazione con i referenti delle singole province di destinazione dello stupefacente".

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Nel corso delle indagini è emerso che, pur provenendo la maggior parte della droga dalla Calabria, non mancavano fonti di approvvigionamento locali, come per esempio, la piantagione indoor di marijuana scoperta e sequestrata a Villafrati nel 2017 e “curata” da una persona alle dirette dipendenze di uno dei principali esponenti dell’associazione smantellata stamattina.  

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