E' morto l'attore palermitano Guido Cerniglia: una vita passata tra teatro, tv e cinema

Aveva 81 anni e viveva da tempo a Roma. Nella sua lunga carriera ha lavorato con registi del calibro di Sepe, Ferrero e Salerno e sul grande schermo è stato diretto tra gli altri da De Sica e Loy. Dagli anni Settanta aveva iniziato a dedicarsi al doppiaggio

Guido Cerniglia

Il cinema piange la morte di Guido Cerniglia, attore e doppiatore palermitano. Aveva 81 anni e viveva da tempo a Roma. Nella sua lunga carriera ha lavorato in teatro con registi del calibro di Sepe, Ferrero e Salerno e al cinema era stato diretto tra gli altri da De Sica, Loy, Comencini, Vanzina e Lizzani. Nella sua vita da doppiatore ha dato la voce ad attori come Allen Garfield in "Cotton Club", Victor Wong in "Grosso guaio a Chinatown", Jim Broadbent in "Il senso di Smilla per la neve" e Constantine Gregory in "Un colpo perfetto". 

Nato a Palermo il 3 febbraio 1939, ha frequentato la scuola di recitazione organizzata dal Piccolo Teatro della Città di Palermo e poco dopo viene scelto da Vincenzo Tieri, padre di Aroldo Tieri, per interpretare un piccolo ruolo ne "I mariti di Norella". Nel 1957 Cerniglia si è trasferito a Roma. Dal 1967 al 1969 ha lavorato come speaker alla Bbc di Londra e, tornato in Italia, ha iniziato una lunga carriera tra cinema, televisione e teatro: soprattutto in ruoli da caratterista, accanto ad attori quali Enrico Maria Salerno, Giancarlo Sbragia, Gino Bramieri, Gastone Moschin, Ugo Tognazzi.

Al cinema è stato diretto da Vittorio de Sica, Luigi Comencini, Nanni Loy e Luciano Salce. Ha recitato anche in "Stavisky il grande truffatore" del regista francese Alain Resnais (1974). Tra gli altri film Cerniglia è apparso in "Detenuto in attesa di giudizio", per la regia di Nanny Loy (1971), "Siamo tutti in libertà provvisoria" di Manlio Scarpelli (1971), "Lo scopone scientifico" di Luigi Comencini (1972), "Il magnate" di Giovanni Grimaldi (1973), "Storia de fratelli e de cortelli" di Mario Amendola (1973), "Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno" di Luciano Salce (1974), "Al di là del bene e del male" di Liliana Cavani (1977), "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici" di Lina Wertmüller (1978), "Il vizietto" di Édouard Molinaro (1978), "Viuuulentemente mia" di Carlo Vanzina (1982), "Ricky & Barabba" di Christian De Sica (1992) e "Ivo il tardivo" di Alessandro Benvenuti (1995).

Negli anni '70 Cerniglia ha cominciato a lavorare anche come doppiatore e nel 1980 è entrato a far parte della società di doppiaggio Sas, di cui in seguito è stato prima consigliere e poi vice presidente. 

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