Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Giuseppe Garibaldi

Strada sbarrata con un cassonetto per rubare in un ristorante: preso

Il dettaglio ha insospettito i poliziotti che hanno deciso di avvicinarsi a piedi per un'ispezione in via Maestri dell'Acqua. Così hanno trovato quattro uomini che stavano forzando la grata. Uno di loro è stato acciuffato in casa di un parente ancora con il fiatone

Via Maestri dell'Acqua, il punto in cui era stato posizionato il cassonetto (foto Google)

Hanno utilizzato un cassonetto dell'immondizia per sbarrare la strada, poi con un piede di porco hanno cercato di forzare la grata di un ristorante. La polizia ha sventato il furto in un esercizio commerciale di via Garibaldi. Dopo l'arrivo in volante, gli agenti hanno proseguito a piedi trovando due giovani che facevano da palo e altri due che stavano cercando di aprire la saracinesca dell'ingresso posteriore che da su via Maestri dell'Acqua. Alla vista degli agenti i quattro sono fuggiti, ma uno dei presunti rapinatori, V.C. (28 anni), ha trovato rifugio in casa di un parente dove poi è stato arrestato. Sono in corso indagini per risalire ai complici.

Gli agenti arrivati nel cuore della notte in via Maestri dell'Acqua hanno subito notato un cassonetto posizionato in maniera anomala al centro della carreggiata. Sospettando che stesse succedendo qualcosa di strano, i poliziotti hanno ritenuto necessario di passare a piedi per un'accurata ispezione della strada. "Poche decine di metri - spiegano dalla Questura - ed il loro timore si è dimostrato più che fondato: due uomini stavano facendo da scudo ad altri due complici che, con scalpello e piede di porco, stavano cercando di forzare la grata del ristorante pachistano". Le due vedette hanno lanciato l'allarme ai due ladri per permettergli di fuggire. E così i quattro sono scappati a gambe levate.

I due agenti hanno inseguito a piedi i malviventi, decidendo di concentrarsi su uno di loro che, nel tentativo di farla franca, non aveva trovato nulla di meglio che cercare rifugio all'interno di una palazzina. I poliziotti, che avevano riconosciuto il fuggitivo per i suoi trascorsi criminali, hanno bussato alla porta di un appartamento dove viveva un familiare, sospettando che potesse essersi nascosto lì. Ad aprire la porta è stato lo stesso ventottenne ancora con il fiatone che, facendo finta di nulla, ha domandato ai poliziotti cosa stessero cercando. Dietro ad una tenda l'uomo aveva nascosto uno scalpello, probabilmente quello utilizzato durante il colpo andato male. Dopo l'arresto l'uomo è stato giudicato per direttissima e, dopo la convalida dell'arresto, è stata emessa una condanna a ad un anno e quattro mesi. Pena sospesa.

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