Domenica, 1 Agosto 2021
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Il caso del piccolo Nicola, Selvaggia Lucarelli: "Quando mio figlio sparì nella notte di Mondello"

La giornalista e opinionista in un articolo pubblicato sulle pagine di Tpi è tornata sulla vicenda del bambino andato in giro per i boschi del Mugello associando i suoi pensieri a quella vacanza a Palermo, quando la paura di aver perso suo figlio Leon le ha tolto il fiato

"Non esistono genitori infallibili, esistono solo genitori fortunati" parola di Selvaggia Lucarelli. La giornalista e opinionista in un articolo pubblicato sulle pagine di Tpi (The Post Internazionale) racconta la storia di Nicola, il bambino andato in giro per i boschi del Mugello e ritrovato miracolosamente vivo, intrecciandola alla sua personale storia di vita vissuta. 

I pensieri della Lucarelli volano così a una vacanza a Palermo, quando la paura di aver perso suo figlio Leon le hanno tolto il fiato. "Da madre, ho cercato di fare del mio meglio ma, tirando le somme, anche mio figlio in fondo è stato fortunato. Sarebbe potuta andare diversamente. Lo so. Quel giorno in cui Leon in venti secondi ha nuotato fin quasi alla boa, attaccato a una tavoletta, convinto di inseguire uno squalo, sarebbe potuto andar giù, senza che facessi in tempo a riprenderlo - scrive la giornalista -. Quella sera in cui è sparito dietro una fila di cabine dello stabilimento a palafitta di Mondello, le mie corse per tutto il pontile, fila dopo fila a cercarlo, convinta che fosse caduto in mare, al buio, e invece era con un bambino a chiacchierare, dentro una cabina". 

La Lucarelli è un fiume in piena. Racconta anche di un fratellino morto nel suo lettino in ostetricia per la disattenzione di un adulto. "Secondo la ricostruzione dei miei genitori, un’infermiera uscì forse a fumarsi una sigaretta, lui ebbe un rigurgito. Morì soffocato". 

Un articolo che mira a "scagionare" la distrazione dei due genitori del Mugello partendo dalla propria vita discettando sul significato più autentico dell'essere genitori. "Ho cresciuto mio figlio quasi sempre da sola, mi sono persa dei pezzi ma ho fatto anche degli stupefacenti salti mortali, ho peccato di leggerezza, talvolta, ma sono stata più spesso attentissima. Ho fatto quel che potevo. Credo perfino di passare per una buona madre, ma la linea che mi separa dall’essere stata una madre degenere è sottilissima. Sarebbe bastato un attimo. La tavoletta che scappava di mano, un piede messo male sul pontile, il tram che passava in quel momento".

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