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Venerdì, 20 Maggio 2022
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A Villa Bonanno spunta un enorme "Fuck" rosso: "Un urlo in una società colpita da guerra e pandemia"

E' l'opera dell'artista Angelo Accardi, installata il 25 marzo scorso simultaneamente a Palermo, Milano e Venezia. Realizzati esemplari in scala ridotta in gommapiuma, la cui vendita sosterrà gli interventi di Save the Children per i bambini in fuga dall’Ucraina

Un enorme "Fuck" di colore rosso tra il verde di Villa Bonanno, destinato a diventare oggetto di scatti e selfie per palermitani e turisti. E' l'opera di Angelo Accardi, artista contemporaneo internazionale, installata il 25 marzo scorso simultaneamente a Palermo, Milano e Venezia e che forma idealmente una trilogia inaugurata da Robert Indiana con le sue iconiche “Love” e “Hope”.

Una "guerrilla poetica" con cui l'esponente del Pop Surrealism vuole irrompere in una quotidianità stordita e, quasi, anestetizzata da eventi stravolgenti come la pandemia e la guerra. La sua opera monumentale, realizzata in metallo smaltato e alta oltre 3 metri e 40 centimetri, è un grido liberatorio che libera energia collettiva e una straordinaria forza civile. 

L'opera è stata presentata ieri all'Oratorio di Sant'Elena e Costantino, da Fondazione Federico II e Comune. Un'occasione per rendere nota anche un'iniziativa di solidarietà in sostegno di Save the Children. L’artista ha realizzato, infatti, esemplari dell’opera, in scala ridotta in gommapiuma, la cui vendita sosterrà gli interventi dell’organizzazione per i bambini in fuga dall’Ucraina. Ciascuna riproduzione include un QR-code che consente di autenticare l’opera con la firma digitale di Accardi; con un reindirizzamento sul sito dell'organizzazione in cui sarà possibile fare una donazione. Il certificato di proprietà del multiplo sarà custodito nell’archivio digitale dell’artista.

Accardi è conosciuto nel mercato internazionale per i suoi “Misplaced”, ambienti come musei, gallerie e scene urbane, invasi da coloratissimi struzzi la cui presenza nelle sue visionarie messe in scena genera una sensazione di straniamento.  “Fuck” è per Accardi “un detonatore attraverso il quale chiunque può rilanciare la propria ribellione quotidiana che aspira alla libertà, una ribellione che non fa vittime o prigionieri, ma libera l’energia creativa che il nostro stile di vita ci impedisce di esprimere. Il mio obiettivo oggi è soprattutto quello di rappresentare un urlo liberatorio che allontani le negatività dalla società contemporanea, con le sue contraddizioni, le ingiustizie e le emergenze di questi giorni e che fanno della nostra vita una incubatrice di rabbia”.

“L’opera di Angelo Accardi - dichiara Gianfranco Miccichè, presidente della Fondazione Federico II e dell’Ars – rimette il cittadino-fruitore al centro della scena. Diventa prioritario in un momento storico difficilissimo con una guerra quasi dietro la porta di casa". A fargli eco il direttore generale Patrizia Monterosso per la quale "Fuck è un’installazione, quasi un’irruzione d’arte pubblica, pensata dall’artista Angelo Accardi come una chiamata alle armi creative proposte dal mondo dell’arte, articolata e finalizzata alla realizzazione di interventi di arte Pubblica e rigenerazione urbana". 

Per il sindaco Leoluca Orlando “l’arte è condivisione, per definizione è aperta, libera, non deve avere luoghi o confini. E credo che Poetry incarni pienamente questi valori. L’opera che esce dai musei e va nelle piazze, incontra la gente, si fa toccare. Un’esperienza straordinaria che arricchisce il panorama e l’offerta artistico-culturale della città di Palermo che si conferma in tal senso la sua grande attrattività".

“La scultura di Accardi - dice Mario Zito, assessore alle Culture - è un messaggio di speranza, un simbolo di pace, per un futuro positivo, un momento di condivisione nella parità dei diritti umani. In questo contesto inedito la cultura non si ferma, anzi è coinvolta a pieno titolo, per mantenere vivo il ricordo di quanti oggi vivono un momento tormentato, vittime di una umana tragedia, rinnovando l’attenzione a una memoria civile”.

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