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Villa Alliata di Pietratagliata prima dei lavori di ristrutturazione

Villa Alliata di Pietratagliata prima dei lavori di ristrutturazione

Villa Alliata di Pietratagliata, l'antica dimora che incantò la Belle Epoque diventerà un hotel di lusso

L'immobile di via Serradifalco è stato dichiarato di interesse storico-artistico già nel 1992. Nel 2018 la Rafim ha presentato un progetto per realizzarci all'interno attività ricettive. I lavori, iniziati 6 mesi fa, procedono sotto l'occhio attento della Soprintendenza dei Beni Culturali

Non passava sera che nobiltà e aristocrazia palermitana di un tempo non facessero un valzer in quegli immensi salotti. Ma il pregio di questo luogo che si trova al civico 113 di via Serradifalco non è tanto dato dal contesto che ha ospitato in oltre un secolo di vita, quanto dall'essere considerata una delle più importanti opere di architettura neogotica siciliana di sempre. Per questo Villa Alliata di Pietratagliata riempie pagine di storia e di arte, attrae i turisti quanto i palermitani e ben presto sarà un albergo. 

La villa è stata dichiarata di interesse storico-artistico già nel 1992. Nel 2018 la Rafim, una srl privata, ha presentato un progetto per realizzarci all'interno attività ricettive alberghiere. I lavori sono iniziati lo scorso ottobre, appena 6 mesi fa, e sono sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo. Il progetto prevede interventi che riguardano il ripristino dei prospetti, delle coperture, dei solai e un completo restauro della villa e del giardino. 

Già negli scorsi mesi l’assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, tempestivamente interessato dai cittadini - anche attraverso interventi apparsi sui social - si è recato nella sede della villa per verificare la regolarità delle attività in fase di svolgimento. “Abbiamo particolarmente a cuore tutto il patrimonio regionale - dice l'assessore a PalermoToday -. Le Soprintendenze dei beni culturali della Sicilia sono attente sul fronte della vigilanza e della tutela del patrimonio affinché qualsiasi intervento su beni ritenuti di interesse storico-artistico venga eseguito nel rispetto del mantenimento delle caratteristiche stesse del bene. Il patrimonio storico è bene di tutti noi per questo invito la cittadinanza a farsi sentinella attiva e segnalare sempre e tempestivamente eventuali irregolarità e potenziali violazioni così da garantire l’immediato intervento nell’interesse della tutela dei nostri beni culturali”. 

Una villa che incantò la Belle Epoque

L'antica villa che incantò la Belle Epoque palermitana è stata in rovina per anni, avvolta da una vegetazione selvaggia che ne ha distrutto i tratti. L'alto muro di cinta l'ha resa per molto tempo quasi invisibile ai passanti. Una volta dentro l'immenso giardino all'inglese che un tempo ospitava piante esotiche arrivate da tutto il mondo e un laghetto abitato da cigni restituivano in prima battuta tutta la maestosità di ciò che era stato ma sarà ancora. Varcato l'ingresso padronale c'era solo polvere, porte e finestre dismesse, pavimenti smattonati, pareti imbrattate qua e là e il vuoto di un grande camino in una parete della stanza principale ha fatto sentire per molto tempo l'eco di un tempo che fu. Ora che sono iniziati i lavori di restauro presto sarà trasformata in un albergo di lusso.

Lo stato della villa per anni e anni 

L'accesso non era consentito al pubblico, ma a restituire le immagini dello stato in cui ha versato il luogo per anni e anni è il collettivo Liotrum, che mira a raccontare quella Sicilia abbandonata, fantasma e spettrale che cela fascino e vita. "Un sopralluogo finito in escursione. Ero a Palermo per organizzare la presentazione del libro 'Paesi fantasma' e la relativa mostra fotografica - racconta Cristiano La Mantia, fotografo del collettivo -. Inizialmente avevo solo intenzione di perlustrare la zona della villa per capire se fosse possibile un ingresso più 'agevole', ma una volta lì il richiamo a entrare fu troppo forte e così ho fatto. Una visita veloce, un giro fotografico e via. Solitamente non esploro in solitaria, perché può essere pericoloso e perché uno degli aspetti più belli dell'urbex è, propriamente, condividere l'esperienza con gli amici. Mi sono trovato però di fronte ad un'ambientazione davvero particolare, immersa nel centro cittadino e attorniata dai palazzoni in cemento. La villa di soli tre piani dall'architettura neogotica e spettacolare, sembra ricordare una vecchina abbandonata alla solitudine di una vita anonima".

Una villa modaiola nel cuore di Palermo 

Costruita dal principe Luigi Alliata di Pietrataglia nel 1885 grazie all'architetto Francesco Paolo Palazzotto, rimase di proprietà della famiglia fino alla morte di Raniero, l'ultimo rampollo di casa, avvenuta più di 40 anni fa. Dopo la morte del padre Luigi nel 1921, infatti, il principe Raniero ereditò tutto. Quando la villa fu inaugurata, non si parlò d'altro per giorni. La festa fu considerata un vero e proprio evento, non solo perché durò due giorni, ma anche perché ospitò tutta la nobiltà e l'alta borghesia palermitana. Furono organizzate delle visite per conoscere i saloni e il parco e questo destò meraviglia, stupore e anche un pizzico d'orgoglio per quel gioiellino neogotico, meraviglioso e sontuoso che persino Donna Franca Florio amò e frequentò in qualità di amica di Bianca, figlia del principe Alliata.  

Il principe mago collezionista di farfalle e amante delle sedute spiritiche 

Nelle mani del principe Raniero lo sfarzo modaiolo della villa di famiglia subì però una battuta d'arresto. Essendo un appassionato dei tavoli verdi, si giocò una fortuna a carte. Una notte, di ritorno a casa, capì però che la banalità del mondo esterno non era una ragione di vita. Così si ritirò a vita privata per dedicarsi alla vita scientifica, rinchiuso nel suo castello. Fu uno dei più celebri entomologi di fama mondiale (sua una delle più grandi collezioni di farfalle e insetti d'Italia oggi custodita al museo di Palazzo D'Aumale di Terrasini).

La vita ritirata, low profile rispetto a quella che contraddistinse la sua famiglia, lo spinse a sviluppare un'altra passione, quella per l'occultismo. Non a caso tutti in città lo conoscevano come "il principe mago". Quelle stanze che un tempo ospitarono le più belle feste di Palermo, iniziarono ad accogliere sedute spiritiche. Sembrerebbe che fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1979, il principe Raniero si affacciasse ogni giorno a una finestra della sua villa con in mano un pendolo con un teschio. Sembra servisse a mandare maledizioni al mondo intero, ma il particolare contro chi alzava cemento costruendo palazzi intorno alla sua villa.

Nessun testamento: l'asta e l'idea di un albergo di lusso

Pensava di essere immortale. Ecco perché non lasciò alcun testamento. Dai primi anni duemila la villa è completamente abbandonata, divenuta dimora di senzatetto e vagabondi. Qualche anno fa il Fai l'aveva inserita nel progetto "I luoghi del cuore" raggiungendo un buon numero di voti che avrebbero fatto ben sperare in un recupero. Nulla di fatto però. Nel 2018, dopo la quarta asta fallimentare, la villa è stata aggiudicata da un privato. Ora l'idea di trasformarla in un hotel a cinque stelle, con tanto di ristorante, parco e camere extra lusso. 

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