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Scuola Bisacquino

Studenti di Bisacquino intervistano Barbara Lipari, speaker e personaggio noto di Radio In 102 di Palermo

PalermoToday ospita l'intervista realizzata da un'alunna della scuola Don Calogero Di Vincenti . Nell'ambito di un progetto didattico gli allievi dell'istituto superiore nelle scorse settimane sono stati ospiti della nostra redazione, per un primo approccio sul campo col mestiere del giornalista

PalermoToday ospita l'intervista realizzata da un'alunna della scuola Don Calogero Di Vincenti a Barbara Lipari, speaker e volto noto di Radio In 102 di Palermo. Nell'ambito di un progetto didattico gli allievi dell'istituto superiore nelle scorse settimane sono stati ospiti della nostra redazione, per un primo approccio sul campo col mestiere del giornalista. Ecco l'articolo scritto dalla studentessa Morena Fischietti.

La radio è stata da sempre sinonimo di mistero. Prima che facesse il suo ingresso nel mondo del web e della televisione i volti di quelle voci coinvolgenti erano affidati all'immaginazione. Gli ascoltatori potevano solo fantasticare su quali fossero il colore dei capelli, le espressioni del viso o la gestualità delle mani di chi, ad esempio,  annunciava il brano musicale successivo o leggeva le notizie del giorno.  Eppure, dietro quella voce -  o quelle voci - che tengono compagnia i radioascoltatori  durante il pomeriggio, la sera, la notte o la mattina, c'è un mondo meraviglioso e sommerso che vale la pena di conoscere. Oggi quel mistero si è dissolto con le dirette sui social o con la radiotelevisione, e forse manca un po'.  

"La radio vuole sincerità" dice Barbara Lipari, speaker e volto noto di Radio In 102 di Palermo che noi studenti dell'Istituto superiore "Don Calogero Di Vincenti" di Bisacquino abbiamo incontrato, conosciuto e intervistato. Ho scritto 'volto noto'  perché Radio In 102 oltre che ascoltarla la si può anche seguire sui social e vedere, oltre che ascoltare, conduttori e ospiti, in studio o in streaming, durante la programmazione  in diretta; e qualche volta si può addirittura  sbirciare ciò che accade in studio, anche durante gli intervalli pubblicitari. Abbiamo incontrato Barbara Lipari nel suo regno fatto di musica, ospiti e notizie nella sede di via Carlo Goldoni, a Palermo, in merito al progetto giornalistico che noi studenti stiamo seguendo da ottobre con le professoresse Mariella Di Giorgio, Mimma Madonia e la giornalista Margherita Ingoglia. Dall'intervista fatta alla radioconduttrice Barbara Lipari, ospitati durante la sua trasmissione pomeridiana, abbiamo scoperto alcune curiosità sul suo lavoro in radio, aneddoti, segreti e ricordi, come ad esempio quello doloroso legato alla piccola Elisa. Durante la nostra intervista, che il lettore leggerà di seguito, ci siamo accorti di un altro piccolo mondo sommerso che si cela in radio: quello silenzioso e meticoloso del "dietro le quinte" svolto, a Radio In 102, da Mirko Valenti; e anche di questo, un giorno parleremo. 

L'intervista

Come è iniziata la sua carriera in radio? 
Ho sempre amato  tutto quello che ha a che fare con la voce : il canto, il doppiaggio, ascolto tanto come parla la gente e non per stare attenta ad eventuali errori ma ne ascolto il suono e le vibrazioni.  L'avvicinarmi alla radio è nato da un gioco, da una proposta fatta da un caro amico, Maurizio Midulla, che mi ha voluta a suo fianco nella conduzione del suo programma. Avevo un passato televisivo in cui lavoravo dietro le quinte, la mia voce si sentiva per degli interventi durante le dirette e sebbene in tanti mi facessero complimenti, io non credevo di essere pronta. Fu l'amicizia con Maurizio a darmi la spinta giusta semplicemente perchè sapevo che con lui mi sarei divertita tanto, così accettai. Grazie alla fiducia dell'editore di Radio In, Dott. Aldo Naselli,  dopo un paio di mesi mi ritrovai con una fascia oraria interamente mia da gestire e di cui avevo ( ed ho)  la totale responsabilità.

Che lavoro fa oltre alla radio? 
Svolgo anche altre attività legate al mondo dello spettacolo e della pubblicità . Di recente sono alla conduzione di un nuovo format web tv " Io Recito" che vede protagonisti gli allievi della nota accademia di recitazione Shakespeare Theatre Academy ...ed io adoro lavorare con i ragazzi.

In base a cosa scegliete gli argomenti? 
Viva La Radio è un programma quotidiano in onda dal lunedì al sabato,  questo richiede impegno nella ricerca degli ospiti e degli argomenti che vengo scelti secondo la volontà di saperne di più ed il desiderio di condividere con il pubblico.
Personalmente preferisco dare spazio a chi non ne ha, alle storie, al sociale, alla musica e soprattutto a chi cerca una semplice occasione ... io, nel mio piccolo, voglio darla quell'occasione.  ViVa La Radio è "come un porto che accoglie tutti" come definito dall'amico attore Tony Colapinto, non avrei saputo spiegarlo meglio.

È cambiato il modo di fare radio durante la sua carriera? 
Eccome se è cambiato ! Ero presente esattamente nel momento il cui il web ha fatto il suo ingresso. Da sempre la radio è stata sinonimo di mistero. Non si conoscevano i volti di quelle voci ammalianti, se ne apprezzava il timbro e ci si innamorava di una voce, ci si chiedeva cosa facessero quelle voci tra un brano e l'altro. La gente telefonava per richiedere un brano o per dedicarlo ... oggi è diverso : quella voce ha un volto, ha profili social e condivisioni. Si parla di visual radio, radio-tv , web radio, chiunque con un semplice click riesce a vederti in qualsiasi momento della diretta da ogni parte del mondo, tutto fantastico ma è un'altra cosa e quel mistero di cui parlavo un pò mi manca.

Cosa le piace del suo lavoro e cosa la fa arrabbiare? 
Amo ogni cosa del mio lavoro, la radio è il momento in cui tutto il resto rimane fuori. Indosso le mie cuffie, apro il microfono ed inizia la magia, fuori i malumori, resta l'allegria e la voglia di comunicare .
Mi arrabbio raramente e quando accade passa subito e non me ne ricordo nemmeno più.

Qual è il ricordo più divertente legato al suo lavoro? 
Ogni giorno è divertente. Accade sempre qualcosa che regala tanti sorrisi soprattutto gli errori in diretta ! Mi diverto da matti!

Avrà certamente intervistato tante persone, ma qual è l'ospite che più l'ha colpita? 
Durante le mie dirette parlo spesso di tematiche sociali importanti e quando racconto episodi di violenza, di soprusi, di abusi, di ingiustizie ai danni di persone e animali lo faccio con l'obiettivo di indurre alla riflessione, alla conoscenza e alla presa di coscienza. Ho la fortuna e la responsabilità di parlare ad un pubblico vasto e se riesco a farmi ascoltare è già un passo avanti. Ho raccontato tante storie ma ce n'è una che mi ha fatto davvero male. È  la storia della piccola Elisa che decido di raccontare da quando vengo a conoscenza del suo ingresso, a soli tre anni,  al Bambin Gesù di Roma a causa di una forma rara di leucemia .  Elisa ha trascorso ben tre anni in ospedale senza mai uscire da quella stanza, con il tentativo di due trapianti di midollo osseo.  In questi tre anni ho raccontato di lei, ho conosciuto i genitori, sostenuto gli appelli, fatta informazione e campagna di sensibilizzazione con ADMO... credevo fermamente nella riuscita del secondo trapianto, aspettavo lei e la sua famiglia in estate qui in Sicilia .. e invece Elisa non ce la fa, si spegne soffrendo a soli sei anni, tre dei quali privata della sua vita da bambina che aveva diritto di avere e trascorsi invece  una stanza di ospedale. Ancora oggi fa molto male raccontarlo. Uno scricciolino capace di una forza incredibile, dalla dolcezza disarmante e che nonostante tutto regalava sempre tanti sorrisi. Forse Elisa aveva una missione perchè grazie a lei migliaia di persone in tutta Italia sono diventati potenziali donatori pronti a salvare altre vite, tra questi c'è anche quella gente che ha scelto di ascoltarmi quando ne ho parlato. Ogni ospite è un viaggio nella vita, nei progetti , nei sogni . Non sai mai cosa ti aspetta e quindi resto colpita da qualcosa di ognuno di loro.

Cosa occorre per essere un bravo speaker? 
Credo sia necessario il rispetto verso il pubblico e verso l'ospite  e la gratitudine verso chi sceglie di darti fiducia, tutto il resto si può sempre imparare.

Quali consigli darebbe a chi vuol cominciare a fare radio? 
Fatevi sentire. La radio vuole  sincerità, siate curiosi, non abbiate paura di sbagliare e divertitevi.

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