Orlando: "Caro Conte, pretendo rispetto per la mia Palermo"

Il sindaco in teleconferenza col Premier e gli altri "colleghi": "Il nostro comportamento responsabile non può essere scambiato per rinuncia ai propri compiti e ruoli"

Orlando in teleconferenza

"Così continuando il presidente Conte darà da solo una "autospallata" al proprio Governo". Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in merito a quanto emerge dalla teleconferenza in corso fra il presidente del Consiglio e i sindaci delle città metropolitane.

"Da lui continuano ad arrivare risposte più che deludenti, che non rispondono alle necessità dei territori espresse dai sindaci. Il Governo nazionale ed il presidente del Consiglio non possono continuare ad essere condizionati da strutture legate a logiche contabili incompatibili con l'emergenza e con la ripresa economica. Il mio partito è Palermo e come ogni sindaco pretendo rispetto per la mia città. I sindaci pretendono rispetto istituzionale che vuol dire dare la possibilità di assolvere ai propri compiti e fornire servizi ai cittadini. Fino ad ora i sindaci, tutti i sindaci hanno tenuto un comportamento responsabile di fronte ai lutti di migliaia italiani e alle sofferenze di milioni di nostri concittadini. Ma questo comportamento responsabile non può essere scambiato per rinuncia ai propri compiti e ruoli".

"Come già detto più volte - aggiunge Orlando - il Governo nazionale deve immediatamente restituire ai sindaci la possibilità di agire nei propri territori e per le proprie comunità, fissando regole chiare e tempestive per livelli essenziali di sicurezza. Prima del 31 luglio, prima che praticamente tutti i Comuni italiani dichiarino il dissesto, il Governo nazionale deve destinare risorse aggiuntive a quelle già stanziate che sono irrisorie ai limiti dell'offesa. Accanto a queste, vanno urgentemente riviste le regole finanziarie e contabili che bloccano le risorse già disponibili, mostrando la subalternità del Governo a logiche contabili e senza anima: una per tutte la vicenda Alitalia, il cui disastro si vuole far gravare sul complesso del sistema turistico nazionale, condannando alla crisi perenne un settore trainante della nostra economia. Infine torno a chiedere con forza l'urgente rifinanziamento degli interventi per l'emergenza sociale e per dare sostegno ai settori più colpiti dalla crisi come quelli del comparto turistico, della ristorazione e dello spettacolo". 

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