Regionali Sicilia 2017

Regionali, i big puntano su Micari e Armao: la base non ci sta e gli schieramenti si dividono

Se a sinistra il nome dell'attuale rettore dell'Università di Palermo non accende l'entusiasmo degli altri partiti, nel centrodestra Musumeci non intende fare un passo indietro e rinunciare alla corsa per la Presidenza

Sono ore di trattative per la politica siciliana, con gli schieramenti alle prese con il rebus candidature in vista delle elezioni regionali. Nel centrodestra il nodo è nella scelta tra Gaetano Armao e Nello Musumeci, a sinistra invece occhi puntati sul rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari, sostenuto da Orlando ma non in grado di suscitare l'entusiasmo degli altri partiti.

Centrodestra

Veti incrociati e malpancisti bloccano il centrodestra. Il Cavaliere già oggi potrebbe sentirsi con i leader di Fratelli d'Italia e della Lega. "Berlusconi vuole salvaguardare l'alleanza con Meloni e Salvini più di ogni altra cosa", ha spiegato Miccichè. Berlusconi tenterà di convincerli a candidare Gaetano Armao, fondatore del movimento Siciliani Indignati, da cui sarebbe rimasto colpito. Ma, finora, Giorgia Meloni, sponsor del leader di Diventerà Bellissima, Nello Musumeci, non sembra orientata a cambiare idea sul nome del candidato, come confermano dallo staff dell'ex presidente della provincia di Catania. "Non c'è ancora una decisione definitiva - ha aggiunto Miccichè -. Berlusconi conta di chiudere l'accordo entro fine agosto, ed è pronto a prendersi un appartamento a Palermo, per fare campagna elettorale porta a porta se il candidato gli piacerà".

Nell'impasse delle alleanze, resta incerta, tra le altre, la posizione dell'Udc di Cesa, presente con Ester Bonafede alla conferenza stampa all'Ars indetta dal forzista "ribelle" Vincenzo Figuccia. Un bacino di voti, quello dello scudo crociato, che entrambi i concorrenti - Musumeci e Armao - si contendono. Il leader nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa, ha incontrato Nello Musumeci. "Vogliamo tenere unito il centrodestra - spiega il deputato regionale Mimmo Turano -. Siamo convinti che Musumeci sia il candidato su cui puntare per vincere, ma è chiaro che saranno i leader nazionali a decidere".

Centrosinistra

Se l'accordo tra Alfano e il Pd viene dato per cosa praticamente fatta, i pontieri devono fare i conti con i dirigenti siciliani di Alternativa popolare poco propensi a essere relegati al ruolo di semplici spettatori. "La scelta del candidato alla Presidenza della Regione non può essere presa dai nostri colleghi romani. Qualsiasi tipo di ragionamento sulle alleanze e i candidati deve essere condiviso dal gruppo dirigente siciliano di Alternativa Popolare", dice Francesco Cascio, coordinatore regionale di Ap, commentando i boatos che danno chiuso l'accordo tra gli alfaniani e il Pd sul nome del rettore dell'Università di Palermo, Fabrizio Micari, gradito a Leoluca Orlando. "Era normale che il tavolo per le elezioni regionali venisse ribaltato a livello nazionale, nessuno pensava di potere chiudere a Palermo l'intesa, ma deve essere anche chiaro che non si può prescindere dalla consultazione dei dirigenti dell'Isola", aggiunge.

L'ex presidente dell'Ars sottolinea, poi, di essersi "sentito telefonicamente con Alfano. Alla mia domanda se è vero che l'accordo sul nome di Micari è stato chiuso mi ha risposto 'assolutamente nò". Cascio ammette che "il dialogo con il Pd va avanti da settimane a Roma" ma precisa che "l'alleanza non è ancora stata chiusa, nè tantomeno sul nome del candidato".

Il nome del rettore non scalda neanche i cuori dei deputati regionali alfaniani. Per Vincenzo Vinciullo, rappresentante dell'area Lupi in Sicilia e presidente della commissione Bilancio all'Ars, "un progetto politico e una candidatura prestigiosa non possono essere imposti dall'alto - spiega -. Sono scelte che vanno condivise con la base, con gli amministratori locali e i deputati regionali, se si vuole una candidatura vincente. Non siamo interessati a un candidato di bandiera che nemmeno conosciamo - dice riferendosi al rettore -. Ci vuole un candidato politico".

Altra spina nel fianco del Pd, che vorrebbe ripetere il 'modello Palermò delle comunali, è quella della sinistra. Dopo il no di Articolo 1-Mdp e di Sinistra Italiana ad Alfano, arriva il veto di Rifondazione comunista. "Il cosiddetto 'modello Palermo' non si può esportare in chiave regionale e nazionale", dicono Mimmo Cosentino e Antonio Marotta, segretario regionale e componente della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, che rompono anche con Crocetta: "Bisogna lavorare a una proposta inclusiva che evidenzi la rottura con l'esperienza di questo governo".
Il presidente della Regione, dal canto suo, non arretra e ribadisce ancora una volta che si candiderà: "Venerdì definiremo le liste. Tra i nostri candidati c'è sicuramente Mariella Lo Bello, vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive", spiega il governatore Rosario Crocetta.

Sul fronte degli outsider, Roberto Lagalla, fondatore di Idea Sicilia, continua la sua corsa solitaria, per ora: "In una situazione così fluida, noi siamo pronti al dialogo con le altre forze politiche ma sulla base di un programma comune e di un perimetro chiaro delle coalizioni". Un passo indietro? "Manterremo la nostra candidatura - aggiunge - se non ci siano candidati convincenti che mettano al primo posto le nostre cinque priorità 'occupazione giovanile, lotta alla povertà e al disagio sociale, il potenziamento delle infrastrutture, la valorizzazione economica delle risorse proprie della Sicilia e la riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione".

(Fonte Italpress)
 

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