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Il candidato sindaco del M5S Ugo Forello

Il candidato sindaco del M5S Ugo Forello

Accuse sulle gestione di Addiopizzo, un audio scatena la bufera su Forello

Un ex attivista del Comitato antiracket, ora nello staff comunicazione M5S, rivela a Nuti e altri deputati i presunti conflitti d'interesse del candidato sindaco. La registrazione della conversazione riservata, avvenuta nei locali della Camera, finisce sul web. Insorge Addiopizzo

Un'altra grana nella campagna elettorale del Movimento Cinque Stelle. Circola su YouTube un audio di una trentina di minuti - che sarebbe stato registrato di nascosto a luglio scorso e rilanciato sul web nelle ultime ore da alcuni internauti - in cui vengono lanciate accuse circostanziate sul candidato sindaco grillino Ugo Forello e sulla gestione di Addiopizzo durante il periodo della sua presidenza (da quando fa politica si è dimesso). A lanciare le accuse è Andrea Cottone, componente dello staff comunicazione del M5S alla Camera, nonché ex attivista di Addiopizzo a Palermo.

Cottone parla di presunte opacità nella gestione del comitato cittadino diventato poi associazione antiracket, rivolgendosi al gruppo dei nutiani: ovvero Giulia Di Vita, Loredana Lupo, Claudia Mannino e lo stesso Riccardo Nuti. L'audio è stato consegnato in Procura dall'avvocato che difende Nuti, Di Vita e Claudia Mannino, nell'inchiesta sulle cossiddette firme false.

Il racconto di Cottone, avvenuto nei locali della Camera, inizia con l'influenza che l'ex commissario antiracket Tano Grasso avrebbe esercitato su Addiopizzo e prosegue tirando in ballo i compensi che Forello e alcuni soci-avvocati del comitato avrebbero percepito in seguito ai processi scaturiti dalle denunce degli imprenditori vessati dal pizzo. Un vero e proprio sistema che Cottone spiega così: "Si convincono gli imprenditori a denunciare, si portano in questura e gli avvocati diventano automaticamente uno fra Forello e Salvatore Caradonna. Addiopizzo si costituisce parte civile e viene difesa da quell’altro. Poi come parte civile si chiedono i rimborsi e se li liquidano loro stessi".

Nella seconda parte dell'audio viene definita "poco trasparente" la gestione dei fondi Pon Sicurezza. Si parla di almeno un milione di euro: a tanto ammonterebbe il finanziamento di cui Addiopizzo sarebbe stato beneficiario. Ma non è tutto. Viene tirato in ballo anche un presunto conflitto d'interessi per via della presenza di Addiopizzo nel comitato del ministero dell'Interno che gestisce il fondo per i risarcimenti agli imprenditori e agli avvocati che li difendono. Un'anomalia denunciata qualche mese fa dal deputato nazionale del M5S Francesco D'Uva, componente della commissione Antimafia. Nella parte finale dell'audio infine si fa riferimento ad una presunta scalata dei soci di Addiopizzo al M5S, che agita gli animi tra i nutiani. Non sarebbe quindi casuale la presa di posizione dei cosiddetti "monaci" contro Forello e le new entry del M5S, che hanno rallentato le comunarie, vinte alla fine da Forello.

La pubblicazione dell'audio sul web ha sollevato un vespaio di polemiche. Forello fino a questo momento si è limitato a dire che si tratta di "falsità". Addiopizzo in una nota ha bollato come "diffamatorie" e "false" le ricostruzioni apprese tramite l'audio. "Le affermazioni contenute nella registrazione - si legge - sono altamente lesive e contengono perciò gravi ipotesi di reato. Per queste ragioni abbiamo già dato mandato agli avvocati per sporgere denuncia agli organi competenti ai fini dell’accertamento di ogni responsabilità penale".

"Inoltre - prosegue la nota - sarà intentata azione civile per il risarcimento dei danni. A riguardo si precisa che il ristoro sarà interamente devoluto alle Ong impegnate nel salvataggio di esseri umani nel canale di Sicilia. Diffidiamo altresì chiunque a veicolare il contenuto delle registrazioni e ci riserviamo di procedere anche contro i soggetti che, a qualsiasi titolo, concorreranno alla diffusione, sia integrale che parziale, della registrazione audio in questione". "Difenderemo l'onorabilità dell'associazione e delle persone diffamate e non consentiremo a nessuno di trascinare Addiopizzo in faide interne al movimento Cinque Stelle o in dispute elettorali",

"Sta circolando un audio captato in maniera impropria nei locali della Camera dei Deputati lo scorso anno. Denunceremo - si legge in un'altra nota inviata dal gruppo del M5S alla Camera - e chiunque ne divulgherà il contenuto a norma dell'articolo 615bis comma 2 del codice penale e 167 del D.lgs. 196/2003. Si tratta di una conversazione privata, di natura confidenziale, avvenuta all’interno dei locali della Camera dei Deputati, fra un dipendente del gruppo parlamentare, nell’espletamento del suo lavoro, e alcuni deputati che richiedevano informazioni specifiche - risalenti a dieci anni fa - come da loro prerogative parlamentari. Il contenuto, da cui non si evince, chiaramente, la commissione di alcun tipo di illecito, non risulta adeguatamente circostanziato né, allo stato, supportato da specifica documentazione quindi, non rappresenta in alcun modo la posizione né del MoVimento 5 Stelle, né del dipendente del gruppo parlamentare. Lo staff del M5S ha vagliato le informazioni in suo possesso e conferma la candidatura di Ugo Forello a sindaco di Palermo, sostenuto dalla nostra fiducia. E’ in atto infatti un violento tentativo di discredito nei suoi confronti che non risparmia colpi bassi. Contro tutto questo ci tuteleremo e abbiamo già presentato un ampio esposto sull’accaduto per risalire ai responsabili delle diffusione, nonché intrapreso già iniziative volte a inibire l’ulteriore diffusione e rimuovere quelle esistenti".

LE REAZIONI

PD - "È questione di streaming. Oggi con la diffusione dell'audio sappiamo cosa intendono i 5 stelle per trasparente confronto democratico interno. Dossieraggio, veleni, coltellate alle spalle, fango e monnezza, in senso figurato e non, sono il biglietto da visita dei Grillini. Oramai uno non si fida più di nessuno, si registrano, se ne fanno di ogni colore. E sì Beppe sono proprio ragazzi meravigliosi, di un partito sano e trasparente. Sul contenuto dell'audio poi aspettiamo spiegazioni". Lo afferma in una dichiarazione il responsabile Giustizia del Pd Davide Ermini.

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