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Bilancio, flop della maggioranza in Consiglio: il Ragioniere difende i conti del Comune

Salta la seduta per mancanza del numero legale. Opposizioni all'attacco, Figuccia (Udc): "Mentre la nave sta affondando i topi scappano…". Forello (M5S): "Messaggio inequivocabile di sfiducia nei confronti del sindaco". Il ragioniere risponde al commissario ad acta sui rilievi dei revisori

Sala delle Lapidi

Flop della maggioranza a Sala delle Lapidi, salta la seduta. Per mancanza del numero legale non è andato in scena il primo "appuntamento" in Aula sul rendiconto 2017, finito nell'occhio del ciclone dopo il parere "non favorevole" dei revisori dei conti e l'attacco frontale del sindaco Orlando al collegio. 

"La maggioranza non c'è. Alla presenza dell'assessore e del ragioniere generale per la relazione sul rendiconto 2017, ha disertato il Consiglio e ha fatto saltare la seduta" Ad affermarlo è Ugo Forello, capogruppo del M5S, che aggiunge: "E' un segno inequivocabile che la riunione di ieri con il sindaco non solo non abbia raggiunto alcun risultato ma che, invece di avere ricompattato la maggioranza, l'abbia ulteriormente spaccata. Le parole minacciose e ricattatorie usate da Orlando nei confronti dei revisori sono inaccettabili e richiedono un'assunzione di responsabilità da parte di tutti i consiglieri comunali contro questi metodi autoritari e fascisti. Quello di oggi è un messaggio inequivocabile di sfiducia nei confronti del sindaco pinocchio”.

Fa sentire la sua voce anche Sabrina Figuccia, consigliere dell'Udc: "La maggioranza del sindaco non riesce neanche a far aprire i lavori del Consiglio comunale in un giorno nel quale erano previste le fondamentali audizioni dell’assessore Gentile e del ragioniere generale Basile. Ennesima dimostrazione, caso mai ce ne fosse bisogno, che mentre la nave (Comune) sta affondando i topi scappano…". Figuccia bolla poi come "inaccettabile" la peventata denuncia di Orlando ai revisori dei conti: "Forse al sindaco dà fastidio che tre professionisti seri, finalmente non scelti dalla politica ma tramite un sorteggio, dicano la verità ed affermino quello che ormai tutti i palermitani sanno: 'il re (Orlando) è nudo'. La valutazione negativa espressa dai revisori al bilancio consuntivo del 2017 è la dimostrazione lampante che i conti del Comune, se da un punto di vista puramente formale sembrano corrispondere alle risultanze contabili, dal punto di visto pratico sono pieni di irregolarità e anomalie".  

La seduta è stata riaggiornata alle 10 di domattina. Intanto, dopo la richiesta di chiarimenti e correttivi al consuntivo, avanzata dal commissario ad acta Carmelo Messina, è arrivata la risposta del Ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, che in sistanza difende i conti del Comune. Nella sua nota, Basile prende in esame punto per punto le anomalie e la criticità sollevate dai revisori dei conti. Fornendo così le spiegazioni tecniche sulle azioni già intraprese o ancora da intraprendere tra gli altri sul fondo crediti dubbia esigibilità, la scarsa capacità di riscossione delle entrate, la riscossione dei residui attivi e la consistenza dei residui passivi, il superamento dei parametri di deficitarietà (4 su 10) e i disallineamenti con le partecipate. Su questo punto, l’importo dei crediti da riconoscere aziende che non ha copertura finanziaria risulta accantonato nell’ambito dell’avanzo di amministrazione e le partite di spesa non riconciliate stanziate nel bilancio di previsione 2018-2021.

Sul fondo crediti di dubbia esigibilità, Basile afferma che la legge consente di calcolarli con il metodo semplificato calcolato e che dal prossimo anno andranno appostati altri 195 milioni. Di fatto si è riniato il problema, usufruendo della flessibilità concessa dallo Stato. Il ragioniere non nasconde le difficoltà nella riscossione dei tributi, tanto da ipotizzare l'incasso della Tari con la bolletta elettrica. Decisione che, al pari del canone Rai, può prendere solo il Parlamento nazionale. Il responsabile dell'area economica mostra i miglioramenti sui residui passivi (con un calo di 50 milioni) e sui pagamenti ai fornitori (la media è scesa dai 98 giorni del 2017 ai 33 giorni nel terzo trimestre 2018). Per quanto riguarda i debiti fuori bilancio, Basile alza bandiera bianca: vane le dieci note inviate negli ultimi mesi agli uffici comunali per limitare il ricorso a quello che è un vero e proprio bilancio parallelo (33 milioni).

"Adesso - dicono in una nora i consiglieri di Sinistra Comune - ci sono tutti gli elementi per approvare nel più breve tempo possibile il rendiconto del 2017, infatti la relazione del Ragioniere generale del Comune chiarisce, in modo definitivo, lo stato di salute dei conti del Comune e definisce nel dettaglio gli interventi correttivi. La propaganda delle opposizioni evidentemente non ha più argomenti per declinare le reiterate previsioni catastrofistiche sul futuro della città, speriamo che dimostrino senso di responsabilità evitando le prevedibili forme di ostruzionismo per rallentare l’approvazione dell’atto deliberativo. Questa modalità di interpretare il mandato serve solo per arrecare danno alla città".

"La relazione firmata dal Ragioniere generale attesta l’equilibrio finanziario del comune di Palermo e lo stato di salute dei suoi conti: rimangono delle criticità su cui si sta già intervenendo, ma in generale il bilancio dell’ente è sano. Il Partito democratico aveva chiesto rassicurazioni tecniche sul consuntivo 2017 che oggi sono finalmente arrivate e che consentiranno al consiglio comunale di affrontare serenamente il dibattito in Aula”. Lo dice Dario Chinnici, capogruppo del Pd  in Consiglio comunale.

"Il consuntivo 2017 rispetta i requisiti previsti dalla legge e certifica l’ordine dei conti del comune - dicono Sala, Giaconia e Cusumano, consiglieri comunali di Palermo 2022 -. Inoltre la relazione della Ragioneria generale risponde alle osservazioni fatte dai Revisori, pertanto siamo pronti ad approvare il rendiconto che è uno dei documenti contabili che sarà all’esame dell’Aula. Bisogna lavorare sul previsionale 2018 e sul Documento unico di programmazione che contiene la visione complessiva della città, attraverso il quale tenteremo di porre le basi per la risoluzione dei diversi problemi di Palermo".

“Affermare che è tutto a posto dopo i chiarimenti resi dal Ragioniere Generale - replica il pentastellato Forello ai consiglieri di maggioranza - significa non riuscire a comprendere il significato delle parole, e il fatto che la maggioranza canti vittoria di fronte alla situazione critica in cui si trova Palermo e i palermitani, la dice lunga sull’incapacità e irresponsabilità politica di alcuni consiglieri comunali. Il Ragioniere, in modo certamente diplomatico, ha confermato tutti gli elementi di criticità evidenziati dai Revisori che, ad oggi, sono ben lontani dall’essere risolti. Infatti, con riferimento ai rilievi di gestione della tesoreria (sub 1 e 2), sulla bassa capacità di riscossione delle entrate ordinarie, coattive e dei residui attivi (sub 5 e 6) e sulla non corretta imputazione delle immobilizzazioni (sub 12) nulla si aggiunge, se non che sono state inviate note, ad oggi, “prive di riscontro”. Anche sulla formazione dei residui passivi (sub 7), sui criteri relativi alla deficitarietà strutturale dell’ente (sub 10) e sul problema del disallineamento (sub 11) non si registrano novità rispetto a ciò di cui erano a conoscenza anche al Collegio dei Revisori. In particolare, non è stata data risposta rispetto alla questione centrale evidenziata dal Collegio e relativa ai “rapporti con gli organismi partecipati e mancata parifica delle rispettive posizioni contabili e problematiche conseguenziali”. Sul FCDE la ragioneria conferma tutti i dubbi e le preoccupazioni del Collegio, tanto che si arriva ad auspicare, per evitare un possibile default, un’urgente modifica legislativa per “ritardare” l’applicazione del metodo ordinario rispetto al rendiconto 2018 (rispetto al quale mancano all’appello circa 155 milioni di euro). C’è un'unica nota positiva nella relazione: il riferimento alla riduzione dei tempi relativi alla tempestività di pagamento. Peccato che questo “grande” risultato sia stato raggiunto grazie al massiccio indebitamento del Comune di Palermo che quindi dovrà pagarne le conseguenze in termini di interessi passivi. Questa è la verità e non si può far finta dell’evidenza: il re è nudo”

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