Martedì, 27 Luglio 2021
Cultura Partanna-Mondello / Viale Regina Elena

Riapre l'arena La Sirenetta, a Mondello con Manifesta rivive il cinema all'aria aperta

Un luogo della memoria collettiva per i palermitani, che era chiuso da 12 anni, accoglierà un programma di proiezioni che offre una lettura in chiave cinematografica dei temi della biennale attraverso una selezione di film e documentari del progetto “Il giardino planetario”

L'antica arena La Sirenetta

Con Manifesta 12 riapre l’Arena La Sirenetta a Mondello, chiusa dal 2006, 12 anni fa: un luogo della memoria collettiva per i palermitani che potranno adesso rivivere l’opportunità di vedere un film en plein air. Questo sarà anche di grande attrazione per i visitatori stranieri di Manifesta 12, che potranno godere della posizione dell’arena a un passo dal mare. Da luglio, l’Arena La Sirenetta accoglierà alle ore 21 (ingresso gratuito) il “Manifesta 12 Film Programme”, un programma di proiezioni che offre una lettura in chiave cinematografica dei temi cardine della Biennale attraverso una selezione di film e documentari, che arricchiscono la narrativa generale del progetto curatoriale “Il giardino planetario”.

Si comincia venerdì 20 luglio, con “Terra di Nessuno”, una video performance del duo Masbedo e la proiezione dell’omonimo film di Mario Baffico (Italia; 1939; 91 minuti; italiano con sottotitoli in inglese). Dal 20 luglio, il “Manifesta 12 Film Programme” proporrà un calendario di proiezioni settimanali, dal giovedì alla domenica fino al 9 settembre. Il programma completo dei film è disponibile on line sul sito di Manifesta 12: www.manifesta12.org/film-programme. Domani l'inaugurazione alle 21, alla presenza dei Masbedo, del Sindaco Leoluca Orlando, dell'Assessore alla Cultura Andrea Cusumano e del Direttore Generale di Manifesta 12 Roberto Albergoni. Il programma di film, a cura di Manifesta in collaborazione con la Società Italo-Belga, è fruibile a ingresso libero. Promosso da In Between Art Film, Italy, supportato da Vidi Square e Sicilia Film Commission, Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo è sostenuto dal Progetto di Riqualificazione Urbana Infrastrutture e Sicurezza della Città di Palermo.

Dopo l'apprezzata installazione dei Masbedo all'Archivio di Stato alla Gancia di Palermo “Protocol 90/6” e ispirata alle vicende umane e professionali del regista Vittorio De Seta, il duo artistico dà vita a un nuovo capitolo del progetto “Videomobile”, l’articolata video installazione multi canale concepita come ritratto della città di Palermo e del suo contesto socioculturale attraverso la rilettura della storia del cinema. La video-performance “Terra di Nessuno” costituisce infatti il secondo appuntamento di una trilogia di momenti performativi che nascono dal progetto esposto nella sede di Palazzo Costantino fino al prossimo 4 novembre. Questa volta, a ispirare gli artisti è la travagliata storia di un film diretto in Sicilia nel 1939 dal regista Mario Baffico, “Terra di Nessuno”, la cui sceneggiatura è tratta da due novelle di Luigi Pirandello, “Requiem Aeterna Dona Eis Domine” (1913), incentrata sulla lotta di un paese per il diritto di umanità, ossia la possibilità di seppellire i propri defunti in una terra in cui si vive e si lavora, e  “Romolo” (1915), che racconta il sogno di un uomo che vuole fondare una città ideale.

Proiettata per la prima volta in Sicilia, la pellicola di Baffico affronta forti contenuti sociali – dallo scontro tra contadini e latifondisti fino a un'ansia rivoluzionaria di giustizia sociale, di fedeltà all'utopia – e per l’epoca decisamente “sovversivi”. Quando uscì, attirò sin da subito la censura del regime fascista, che causò rallentamenti e intoppi nella produzione fino alla sparizione del film, che nell’immediato secondo dopoguerra risultava definitivamente perduto. L'unica copia superstite viene casualmente ritrovata presso la Library of Congress di Washington alla fine degli anni Sessanta: qui venne infatti trattenuta come "preda bellica" dopo essere stata confiscata nei magazzini di una società di distribuzione italiana nel 1941. Il primo a visionare il film ritrovato è il regista John Cassavetes, che ne riconosce il coraggio e l’anticonformismo dei contenuti e, dal punto di vista visivo, lo paragona a un “western” ante litteram. Il film fu poi consegnato alla Cineteca Nazionale di Roma soltanto nel 1981, seppur mancante di due rulli di otto in totale.  Proprio in questo vuoto intervengono i Masbedo, performando dal loro “Videomobile” le sequenze mancanti, generando così nuove immagini. “Terra di Nessuno” e “Videomobile” sono opere commissionate da Manifesta 12 per Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza, e prodotte da Beatrice Bulgari per In Between Art Film.

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