Venerdì, 12 Luglio 2024
Mafia

Droga, pizzo e summit di mafia in una sala da barba: fermate nove persone

E' scattata all'alba l'operazione "Centro" dei carabinieri che ha colpito il clan di Palermo Centro. Secondo la Dda i boss avrebbero gestito anche alcune dinamiche nel mercato storico di Ballarò e avrebbero imposto pure una "riffa" ai commercianti per evitare denunce per estorsione e limitare i rischi

Avrebbero avuto il controllo di gran parte del traffico di droga tra Capo, Ballarò, Kalsa e Vucciria, si sarebbero occupati del contrabbando di sigarette e delle estorsioni, anche imponendo la "riffa" ai commercianti, gestendo alcune dinamiche interne al mercato storico di Ballarò, decidendo pure sulle "autorizzazioni" per aprire un’attività. Sono nove le persone fermate questa notte dai carabinieri che, con l’operazione "Centro", hanno eseguito il provvedimento disposto dalla Direzione distrettuale antimafia, guidata da Paolo Guido, che ha colpito proprio il clan di Palermo Centro. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di stupefacenti, il tutto aggravato dalla circostanza di aver favorito Cosa nostra.

I nomi di tutti gli indagati

Le indagini, condotte dai militari del nucleo investigativo del Comando provinciale, sono andate avanti velocemente sino al fermo eseguito oggi per il "concreto pericolo di fuga di uno dei capi (di cui non è stato fornito il nome, ndr) - si legge in una nota - sul cui conto sarà emessa a breve sentenza nel processo d’appello conseguente all’operazione Cupola 2.0". Nel corso dell’attività gli investigatori hanno ricostruito "la struttura di vertice della famiglia mafiosa di Palermo Centro, inquadrata nel mandamento di Porta Nuova, documentando anche numerose riunioni di mafia, alcune delle quali all’interno della sala da barba di uno degli indagati".

Oltre alla droga, uno dei business principali resterebbe quello delle estorsioni. Chiedere il pizzo, però, è sempre rischioso e così gli indagati avrebbero escogitato un metodo ritenuto meno pericoloso. “Per ridurre i rischi di denunce da parte dei commercianti, l’associazione mafiosa - prosegue la nota - avrebbe realizzato, sistematicamente, l’imposizione di una lotteria abusiva, la cosiddetta ‘riffa’, obbligando i commercianti della zona ad acquistare i biglietti i commercianti, minacciandoli nel caso in cui questi non avessero aderito alla richiesta”. Un trucco che in passato era già stato utilizzato da altre cosche della città.

Le reazioni

"Rivolgo il mio plauso per l’operazione di oggi del nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri che ha portato a 9 fermi disposti dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura della Repubblica di Palermo. Dalle indagini emerge un quadro preoccupante di estorsioni e traffico di stupefacenti in una vasta area del centro storico e, per questa ragione, l’operazione di oggi rappresenta un duro colpo a Cosa nostra", a dirlo è il sindaco, Roberto Lagalla.

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