"C'è troppo freddo, non si può stare in classe": alunni del liceo artistico in strada

I ragazzi hanno inscenato un sit in in via La Marmora, per esprimere il proprio disagio. Problema comune a tante scuole in città e provincia. Non si placa la protesta di allievi e genitori negli altri istituti

"In classe c'è troppo freddo", "Piove in aula", "Impossibile seguire le lezioni per il freddo"... Un coro di proteste accomuna in questi giorni gli alunni di diverse scuole sia in città sia in provincia. Proteste portate avanti da ragazzi e genitori tutte per lo stesso motivo: il troppo freddo. Un evento raro a Palermo, ma che porta alla luce problemi più lontani non imputabili al meteo "sfavorevole" quanto a carenze strutturali alle quali non si è posto rimedio.

Ultimi in ordine di tempo a protestare sono gli allievi del liceo artistico Catalano di via La Marmora. Muniti di cappellini, giubbotti e sciarpe hanno deciso di non varcare la soglia dell'istituto e sono rimasti in strada. Tanto, dicono, da un punto di vista climatico non c'è differenza. "A scuola - racconta a Palermo Today uno studente - c'è troppo freddo. Per questo abbiamo deciso di restare fuori. Speriamo che qualcuno ascolti la nostra protesta".

Quella degli studenti dell'artistico è solo una delle proteste esplose in città. Gli alunni di diversi istituti, tra cui il Regina Margherita e l'Alessandro Volta, sono entrati in aula con i plaid per sopperire all'assenza di impianti di riscaldamento funzionanti. 

"Anche all’istituto Setti Carraro, al plesso Buttitta della scuola elementare in via Cimabue, I bambini fanno lezione con giubbotti e cappellini messi, si balla dal freddo!. E' mai possibile che bambini così piccoli stiano in queste condizioni? - lamenta Gaetana Madonna -  
Addirittura si sta pensando tra i genitori di comprare noi delle stufe e metterle nelle varie classi. E la sicurezza? Tutto ciò per garantire la regolarità delle lezioni, io segnalo a gran voce questo enorme disservizio".

GUARDA IL VIDEO: GLI ALUNNI DELLA TURRISI "TREMANO DAL FREDDO"

Situazione simile viene denunciata da V.G., che frequenta la succursale dell'istituto Gioeni Trabia di via Carta. "Siamo da giorni senza riscaldamento e con la luce a intermittenza - dice - . Non possiamo utilizzare neanche le macchinette perché si stacca la corrente. Siamo in condizioni pessime, in aula si sente un freddo cane. Siamo congelati. Vogliamo ricevere un servizio che molte scuole hanno già".  E sempre nello stesso istituto F.M., segnala "infiltrazioni nei corridoi e chiaramente senza riscaldamenti".

Cambia la zona, ma il problema resta lo stesso: "La scuola di mia figlia, la Ignazio Florio di via Astorino - racconta Giovanni Gnizio - è senza riscaldamento perché non funziona la caldaia. Nessuno del Comune fa qualcosa per risolvere il problema". "Ancora oggi mia figlia di cinque anni - lamenta Denise Daniele - è rimasta a casa. Frequenta la scuola Bernini. Non riusciva nemmeno a camminare, era congelata tremava dal freddo. Mi spiace tenerla a casa perchè ama la scuola ma tutti stanno male la causa del freddo In bagno neanche l'acqua calda. E' invivibile".  

Proteste ribadite anche dal consigliere della quinta circoscrizione, Umberto Lo Sardo, "E' stato un rientro al gelo per i bambini e ragazzi che frequentano le scuole 'Buttitta', 'Verga' e 'Bernini' nel quartiere Uditore ed 'Emanuela Loi' e 'Tomasi di Lampedusa' nel quartiere Passo di Rigano. Con le temperature rigide di questi giorni, son venute alla luce delle lacune non solo strutturali negli edifici scolastici menzionati ma anche a livello di impianti di riscaldamento che stanno costringendo gli alunni a convivere con una situazione di disagio pauroso in ambienti poco accoglienti e poco sicuri".

Non migliora la situazione in provinvia. Al liceo artistico di Bagheria "La temperatura segna i 5 gradi e noi siamo costretti a subire il gelo dell'inverno", dicono gli studenti.

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