A spasso con una bomba a mano nel bauletto della moto: condannato a 4 anni

Raffaele Lo Nardo, già finito in un'inchiesta per spaccio di eroina al Borgo, ha sempre sostenuto di aver ritrovato la bomba in un cassonetto. Il giudice lo ha condannato per detenzione e porto di arma da guerra

Raffaele Lo Nardo

Quando la polizia lo bloccò, lo scorso 11 giugno, era in giro in pieno centro con una bomba a mano nascosta nel bauletto della moto. Raffaele Lo Nardo, 45 anni, raccontò agli agenti che aveva trovato l’ordigno in un cassonetto di via Messina Marine. Stamattina il gup Nicola Aiello lo ha condannato per detenzione e porto di arma da guerra alla pena di quattro anni di reclusione con il rito abbreviato.

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La bomba, ritrovata in una scatola metallica, appoggiata su della segatura, era una Srcm modello 35, attualmente in uso alle forze armate, con spoletta a percussione universale e avrebbe contenuto circa cinquanta grammi di tritolo e schegge metalliche, con un potere detonante in un raggio di trenta metri. Una perizia ha però chiarito che in realtà l’ordigno detenuto dall’imputato sarebbe stato privo di esplosivo.

Lo Nardo, già finito in un’inchiesta per spaccio di eroina al Borgo Vecchio, ha sempre sostenuto di aver ritrovato la bomba in un cassonetto e che in prima battuta avrebbe voluto venderla. Poi, essendosi reso conto che poteva essere pericoloso, avrebbe deciso di sbarazzarsene gettandola in un cassonetto di via Libertà. Un’operazione che non avrebbe avuto il tempo di compiere perché la polizia lo fermò in via Archimede, a pochi passi da piazza Croci.

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Il giudice ha ritenuto Lo Nardo colpevole della detenzione e del porto dell’arma da guerra, condannandolo a quattro anni di reclusione. L’imputato è stato invece assolto dall’accusa di ricettazione perché non è mai stata trovata la prova che l’ordigno gli fosse stato ceduto da un’altra persona.
 

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