Martedì, 28 Settembre 2021
Costume e Società

La Sicilia al Festival della mente, tra gli ospiti anche Letizia Battaglia e Davide Enia

La fotografa di fama internazionale, tra le prime donne fotoreporter italiane, e il drammaturgo e romanziere portano a Sarzana la loro Palermo

Letizia Battaglia, fotografa di fama internazionale, tra le prime donne fotoreporter italiane, e il drammaturgo e romanziere Davide Enia, portano sul palco del Festival della Mente di Sarzana (3-5 settembre) la loro Palermo, luogo di grande bellezza ma anche città piena di dolore, una attraverso le sue fotografie, l’altro attraverso l’arte scenica. 

Nell’incontro Storie di vita, venerdì 3 settembre alle ore 18.30 al Canale Lunense, Letizia Battaglia, in un dialogo con il giornalista e appassionato di fotografia Michele Smargiassi, ripercorre, attraverso i suoi scatti, sessant’anni di storia, arte, cultura, politica italiana. Con le sue foto, ha voluto svelare Palermo in tutti i suoi tratti: miseria e splendore, tradizioni, quartieri, feste, lutti.

Tutti gli aspetti della vita quotidiana e i volti del potere di una città dalle mille contraddizioni. Sottraendosi a quel genitivo oltraggioso di “fotografa della mafia” Letizia Battaglia precisa sempre «Io non sono di, io sono contro. Io ho fotografato Palermo, questo sì, e a Palermo c’è anche la mafia». È successa una cosa bella, fra Letizia Battaglia e la fotografia, ma non è rimasta solo fra loro due. È stato una specie di miracolo: una donna ha voluto fuggire da tutte le sue gabbie e la fotografia le ha mostrato la strada per la libertà. E alla fine, con le sue fotografie, lei ha mostrato la libertà a tutto il resto del mondo. 

A seguire, alle ore 21.15, sempre al Canale Lunense, Davide Enia, accompagnato dal musicista Giulio Barocchieri, porterà in scena maggio ’43, lo spettacolo che racconta il massacro del 9 maggio 1943 a Palermo. Il 1943 fu un anno cruciale per la città di Palermo e la sua gente: i bombardamenti che, prima dello sbarco degli Alleati, distrussero la città, la resero irriconoscibile persino agli stessi palermitani. 

La piecè trae origine dalla narrazione di chi quel giorno si trovava in città: testimonianze, racconti e frammenti di memoria che Enia scompone e intreccia per incastonarli in una storia unica.
 

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