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Acqua, fermi lavori per 100 milioni: nuova polemica Comune-Regione

Si tratta di 13 interventi finanziati dal Cipe nel 2012, alcuni dei quali già cantierabili ma mai realizzati. Per Palazzo delle Aquile la "colpa" è di Palazzo d'Orleans che rimanda al mittente le accuse

Nuovo "duello" a distanza tra Comune e Regione Siciliana. Questa volta lo scontro si consuma per le opere relative alle fognature e alla depurazione dell'acqua. In particolare, si parla di 13 interventi finanziati dal Cipe nel 2012 per 105 milioni di euro, alcuni dei quali già cantierabili ma in attesa di realizzazione da oltre un decennio. Per dieci di queste infrastrutture il governo Renzi ha deciso il commissariamento, affidandole all'assessore regionale all'Energia Vania Contrafatto. Secondo il sindaco la colpa dei ritardi è proprio della Regione, che però rispedisce le accuse al mittente.

L'esponente della Giunta Crocetta nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro Palazzo delle Aquile "colpevole" di avere disertato l'incontro convocato per lo scorso 24 marzo proprio per fare il punto sulle opere. Ma il sindaco non resta in silenzio. Orlando, con il suo vice Emilio Arcuri, spiega di aver presentato tutta la documentazione già a febbraio. "Non abbiamo disertato proprio nulla", ha assicurato Arcuri.

Tutte le opere rientrano nell'accordo di programma quadro firmato nel gennaio del 2013 dopo il fallimento di Aps, con il quale tutti gli interventi sono tornati in mano al Comune. "In due anni - ha spiegato Arcuri - Palazzo delle Aquile ha istruito i procedimenti e cofinanziato gli interventi con 500mila euro sul bilancio comunale e 2,5 milioni di euro di mutuo.

"Dal 2000 a oggi - ha detto Orlando - i commissariamenti sull'acqua e sui rifiuti a cui si è fatto ricorso sono stati funzionali a un sistema affaristico e mafioso che rievoca i tempi di Ciancimino. A noi chi faccia il commissario non interessa, ma è singolare che venga nominato il soggetto che ritardando il finanziamento ha impedito all'ente di realizzare le opere però poniamo il problema di un Csm che autorizza i magistrati a entrare e uscire dalla politica come se salissero e scendessero dal tram".

A stretto giro ecco la controreplica dell'assessore Contrafatto: "Le sterili polemiche del sindaco Orlando lasciano il tempo che trovano, ma non possono mutare la realtà dei fatti: i ritardi sono oggettivi e non è provando a scaricare le colpe sugli altri che si fa l'interesse dei cittadini". "Il governo nazionale ha deciso di commissariare alcune opere di fognatura e depurazione della città di Palermo - ha aggiunto Contrafatto - per accelerarne i tempi di realizzazione e consentire di uscire dalla procedura di infrazione comunitaria. La Regione ha potuto emettere i decreti di finanziamento solo di alcune di queste opere e lo ha fatto in tempi strettissimi, non appena il Comune ha inviato i progetti corredati da tutte le autorizzazioni e compatibilmente con le nuove norme di armonizzazione contabile".

Per Orlando però "i decreti cui fa riferimento nelle sue dichiarazioni, peraltro più volte censurati dalla Corte dei Conti, sono infatti semplici decreti di 'prenotazione' e non di 'impegno' delle somme, dunque inutilizzabili ai fini dell'appalto delle opere". Da qui l'invito a Contrafatto a "ripassare la normativa sull'armonizzazione contabile e i suoi principi". "58 milioni di euro di opere pubbliche necessarie al superamento della procedura di infrazione comunitaria sul sistema fognario della città di Palermo - ha ribadito nuovamente - attendono, in alcuni casi da oltre 500 giorni, di poter essere posti in appalto per la mancata emissione dei decreti di finanziamento da parte della Regione Siciliana".

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