Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Idv: "Comune ha dichiarato guerra al Biondo?”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"La vicenda del rilancio del Teatro Biondo presenta aspetti oscuri che non si possono tollerare, soprattutto quando in ballo c'è il futuro di 44 famiglie e di un pezzo di storia e di cultura della città". Lo dice il capogruppo di Idv al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti, che oggi ha posto la questione in conferenza dei capigruppo.

"Non si può parlare di rilancio del Teatro se poi non si danno con regolarità i fondi stanziati, creando sperpero su sperpero e chiedendo sacrifici sempre e solo ai lavoratori che hanno rinunciato al 25% del loro stipendio nel 2013 fidandosi di questa Amministrazione Comunale e del nuovo sovrintendente Alajmo - spiega Occhipinti - nel 2014 il Comune sembra avere dichiarato guerra al nuovo sovrintendente. L'anno scorso il Comune ha erogato solo 150 mila euro degli 1,75 milioni promessi, obbligando il Biondo a prestiti bancari che comportano interessi per 250mila euro. La stessa somma complessivamente chiesta dagli amministratori come ulteriore taglio e sacrificio ai 44 lavoratori del Teatro, pena l'impossibilità di chiudere il bilancio previsionale e di programmare la stagione teatrale, arrivando a minacciare lo scioglimento del Teatro. In altre parole, o si taglia o si chiude. Ma i lavoratori hanno già dato, ora i soci trovino altre soluzioni".

"Ho chiesto di convocare per la prossima conferenza dei capogruppo l'assessore al Bilancio, Luciano Abbonato, e quello alla cultura, Andrea Cusumano, per capire se il sovraintendente Alajmo gode ancora della fiducia di questa Amministrazione e quale sia il reale progetto per il rilancio del Teatro che non può prescindere dalla richiesta di riconoscimento di Teatro Nazionale o di interesse Nazionale, che garantirebbe anche entrare più cospicue - conclude Occhipinti - in caso contrario, è meglio sostituire subito il sovrintendente. In mancanza di risposte, chiederò la convocazione in consiglio dei soci del Teatro, ovvero Comune, Regione, Provincia e Fondazione, perché chiariscano le loro reali intenzioni".

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