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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Il sindaco non va in Consiglio e slitta ancora il "salva Palermo": aumento Irpef a rischio bocciatura

La firma dell'accordo con lo Stato per avere i 180 milioni destinati a evitare il default resta in salita e a Sala delle Lapidi è ampio il fronte del "no" al raddoppio delle tasse a ridosso delle elezioni. Orlando: "Oggi assente per concomitanti impegni istituzionali, si convochi una seduta il prossimo 6 aprile"

Il sindaco Leoluca Orlando, che oggi avrebbe dovuto illustrare l'accordo tra il Comune e lo Stato, ha disertato l'appuntamento con Sala delle Lapidi per "concomitanti impegni istituzionali" ed ha chiesto al presidente Totò Orlando di "prendere in considerazione la possibilità di convocare un Consiglio il prossimo 6 aprile".

Per la seconda volta nel giro di una settimana viene quindi rinviata la partita sul "Salva Palermo", legata all'aumento dell'Irpef: è questa contropartita chiesta dal governo centrale per erogare a Palazzo delle Aquile i 180 milioni destinati a evitare il default. Briciole rispetto ai quasi 1,3 miliardi di euro che riceverà il Comune di Napoli dopo l'accordo firmato oggi al Maschio Angioino dal sindaco Gaetano Manfredi e dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

Il punto è che la delibera sull'aumento dell'Irpef, già approvata dalla Giunta, rischia concretamente di essere bocciata dal Consiglio. Chi a ridosso delle elezioni darebbe l'ok all'immediato raddoppio delle tasse? Il primo a dire "no" è il numero uno di Sala delle Lapidi: "Ho votato contro il piano di riequilibrio - afferma il presidente Totò Orlando - e voterò contro l'incremento dell'Irpef". Le cose sono cambiate rispetto a inizio febbraio, quando l'ex maggioranza orlandiana riuscì - grazie a qualche "stampella" in Aula - a spuntarla di misura sul piano di riequilibrio.

Ora però nessuno è disposto a dare aiutini. Fratelli d'Italia ad esempio stavolta sarebbe intenzionata a rimanere in Consiglio e votare contro. In Forza Italia autorevoli esponenti ritengono "impossibile" che il sindaco Orlando ce la possa fare ad incassare il sì dell'Aula. E c'è pure chi ipotizza che il nuovo sindaco possa trattare un accordo più vantaggioso, come quello ottenuto dal Comue di Napoli. 

La più importante delle delibere attuative del piano di riequilibrio è infatti già nel tritacarne della campagna elettorale. Anche se il consigliere Ugo Forello (gruppo Oso) ricorda che "la delibera Irpef può essere votata dopo l'accordo con lo Stato, ma sarebbe responsabile e logico che il sindaco la portasse prima in Consiglio". In base all'atto approvato in Giunta, già quest'anno il Comune porterebbe l'introito dell'Irpef da 51,7 milioni a 101,1 milioni di euro. Con un ulteriore aumento previsto nel 2023, anno in cui è stata stimata un'entrata di 111,7 milioni. L'aliquota oggi allo 0,8% (il massimo consentito per legge) schizzerebbe così all'1,73%. Più del doppio. Il Comune avrebbe inoltre la possibilità di aumentare l'Irpef senza limiti per "coprire" il cosiddetto quarto del contributo statale.

Senza le delibere su Irpef e diritti portuali, la ragioneria generale non è nelle condizioni di approvare il bilancio 2021 e nemmeno di predisporre quello del 2022. C'è tempo fino al 31 maggio, ovvero alla vigilia delle elezioni. Ciò significa che si rischia anche di chiudere la consiliatura senza bilancio (del 2021!). Tutti questi argomenti saranno al centro della conferenza dei capigruppo che si terrà lunedì. La seduta del Consiglio - che oggi col solo "Salva Palermo" all'ordine del giorno non si è neanche aperta - è slittata a domani: si discuterà della convenzione con la società che gestisce il centro commerciale Forum per l'apertura della bretella di collegamento all'autostrada, del Prusst sulle passerelle pedonali di Grande Migliore e di un debito fuori bilancio per i lavori di somma urgenza in via Papireto. 

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