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"C'è il Covid, no alle sedute solo in presenza": cinque consiglieri diffidano il presidente Orlando

Lo Monaco, Randazzo, Amella, Ferrandelli e Caputo chiedono la convocazione in modalità mista: "Sicilia in zona gialla e stato d'emergenza in vigore fino al 31 dicembre, perché è stata revocata la precedente disposizione?". La replica: "Locali idonei, nessun obbligo di riunirsi da remoto"

I consiglieri comunali Rosalia Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo, Concetta Amella, Fabrizio Ferrandelli e Valentina Caputo dicono "no" alle sedute esclusivamente in presenza a Sala delle Lapidi e diffidano il presidente Totò Orlando, reo di aver convocato l'Aula nonostante lo stato d'emergenza dovuto al Covid sia in vigore fino al prossimo 31 dicembre. 

Nelle 13 pagine di diffida, inviate anche al sindaco Orlando e al segretario generale Le Donne, i cinque consiglieri contestano la revoca - a partire da oggi - della disposizione del 24 marzo 2020, con la quale il numero di Sala delle Lapidi aveva introdotto il collegamento online in videoconferenza tramite piattaforma telematica. 

"Quel che più stupisce è che la convocazione in presenza dei consiglieri comunali sia stata effettuata nonostante la Sicilia (unica regione in Italia) sia stata ricollocata in zona gialla". Così scrivono Lo Monaco, Randazzo, Amella, Ferrandelli e Caputo, secondo cui la "revoca della disposizione è assolutamente sfornita di motivazione". I consiglieri spingono per una convocazione dell'Aula in modalità mista fino "alla cessazione dell’emergenza sanitaria" e minacciano di "attivare la procedura di controllo sostitutivo ed ispettivo prevista dalla legge regionale (con la richiesta di un commissario all'assessorato Autonomie locali), se il presidente Orlando dovesse confermare la convocazione esclusiva in presenza.

Totò Orlando però tira dritto: "Il Dpcm - spiega - mi dà facolta e non l'obbligo di convocare la seduta da remoto, derogando al regolamento. Nella revoca della precedente disposizione non sono tenuto a motivare nulla. Di fatto - aggiunge il presidente del Consiglio - finora le sedute sono state in modalità mista. Sono troppe le esigenze da affrontare e nel momento in cui anche i bambini tornano a scuola, mi è sembrato giusto convocare in presenza. Tra l'altro abbiamo un docomunento di rischio, vidimato da un tecnico, in cui viene messo nero su bianco che i locali sono idonei e possono ospitare consiglieri, assessori e personale comunale. Nel resto d'Italia ci sono Consigli comunali che si riuniscono in presenza già da un anno".

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