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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Commissione Bilancio al Senato, approvato il rinvio del piano di riequilibrio

Il commento del sindaco Orlando: "Contributo importante per evitare alla città di Palermo un disastroso e inutile dissesto"

Oggi la Commissione Bilancio al Senato ha approvato, con parere favorevole del governo, il rinvio al 31 gennaio 2022 del piano di riequilibrio di Palermo.

“Dopo l'intervento a sostegno dei problemi finanziari di tutti i comuni siciliani e in attesa di ulteriori interventi richiesti da Anci Sicilia, la posizione assunta oggi dal Senato e condivisa dal governo costituisce un contributo importante per evitare alla città di Palermo un disastroso e inutile dissesto e per stimolare la prosecuzione di un percorso volto a realizzare al tempo stesso la riorganizzazione della macchina amministrativa e a mettere in sicurezza per il futuro la situazione finanziaria del Comune”, ha detto il sindaco Leoluca Orlando. “E' la conferma di quanto ho sostenuto in queste settimane e cioè che il governo e il Parlamento hanno prestato e prestano grande attenzione perché si eviti il dissesto”, ha concluso Orlando.

Ma il piano di riequilibrio dei conti del Comune, approvato sabato in Giunta e illustrato ieri dal sindaco Leoluca Orlando, si tiene in piedi sugli aiuti promessi dallo Stato per il 2021; mentre per i successivi vent'anni è costellato da una serie di punti interrogativi. Questo perché l'erogazione dei contributi per il ripiano del disavanzo è subordinata ad un accordo tra il sindaco e la presidenza del Consiglio, un vero e proprio contratto, che prevede pesanti condizionalità come l'aumento dell'Irpef oltre i limiti di legge, lo stanziamento da parte del Comune di risorse proprie pari ad un quarto del contributo annuo ed altre misure lacrime e sangue, che rischiano di tenere inchiodati i prossimi quattro sindaci e l'intera città: dimezzamento delle circoscrizioni (da 8 a 4), tariffe più salate per l’occupazione del suolo pubblico, per gli impianti sportivi e i mercati generali, aumento dell’imposta di soggiorno, dei servizi cimiteriali, ma soprattutto la vendita delle azioni di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino (22 milioni il gettito previsto).

Così, in una nota congiunta, Lillo Sanfratello (Cgil Fp), Mario Basile e Margherita Amiri (Cisl Fp), Ilioneo Martinez e Salvatore Sampino (Uil Fpl) e Nicolò Scaglione (Csa-Cisal): "Il piano di riequilibrio presentato dall'amministrazione comunale rappresenta non solo un velleitario tentativo di salvare Palermo dalla catastrofe, ma è l'ennesima mortificazione dei lavoratori che, nonostante l'assenza di organizzazione e mezzi, ancora oggi garantiscono i servizi minimi facendo leva esclusivamente sulla propria buona volontà".

"L'amministrazione sembra non sapere che ci sono in servizio solamente 5.172 comunali, compresi i 43 dirigenti in servizio, di questi 2.350 sono part time interamente finanziato dallo Stato, di cui 1.750 di categoria B. L'età media è di oltre 56 anni e non sono previste progressioni di carriera - aggiungono - La giunta con questo piano dice chiaramente che non terrà conto delle esigenze della città e dei cittadini perché non incide in positivo sulle politiche del personale, anzi le affossa definitivamente. Non staremo a guardare questo scempio: saremo in piazza per far sentire la nostra voce durante i lavori del consiglio comunale da lunedì 27 dicembre in poi e se occorre anche a Capodanno, a difesa dei lavoratori e della loro dignità".

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