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"Impiegati a casa ma pagati grazie alla legge 104: circoscrizioni in tilt"

A sollevare il caso è il consigliere comunale del Pd, Salvo Alotta, che ha presentato un'interrogazione al sindaco. Il maggior numero dei casi si registra alla Settima e alla Quarta circoscrizione

Gli uffici delle otto circoscrizioni cittadine rischiano giornalmente la paralisi, a causa dell'elevato numero di dipendenti che usufruiscono della legge 104 e che ricoprono il ruolo di dirigente sindacale. La denuncia arriva dal consigliere comunale del Pd, Salvo Alotta, che ha presentato un'interrogazione al sindaco Leoluca Orlando per sapere "quali provvedimenti sono stati presi dall'amministrazione dopo la nota della dirigente del Servizio coordinamento Circoscrizioni, Giuseppina Patrizia Arena, e del capo area del settore Decentramento, Sergio Maneri", che un paio di mesi fa hanno messo nero su bianco "lo stato di disagio e le difficoltà che quotidianamente si affrontano nella gestione del personale".

"Sono 130 gli impiegati delle circoscrizioni che usufruirebbero dei permessi retribuiti per assistere familiari malati, come previsto dalla legge 104; e 93 i dirigenti sindacali spesso occupati in attività extra ufficio", segnala Alotta. 

Il picco alla Settima e alla Quarta circoscrizione, dove ci sarebbero rispettivamente 17 e 20 dirigenti sindacali (che per legge non possono spostarsi dal luogo fisico dove lavorano). Percentuale destinata a salire se consideriamo solo quei lavoratori che si occupano di istruire le pratiche amministrative. Nelle otto Circoscrizioni, infatti, ci sono in totale 19 esperti amministrativi e 18 di essi sono dirigenti sindacali. 

"Siamo di fronte a un esempio di cattiva gestione del personale - sottolinea Alotta -. Cosa fa il Comune con i tanti dipendenti che per nobili e indiscutibili motivi non possono garantire una costante presenza negli uffici? Decide di concentrarli nelle sedi periferiche, che offrono servizi di base alla cittadinanza, ottenendo come risultato lungaggini amministrative e disservizi. E' una gestione inefficiente e penalizzante per la città. Un Comune come quello di Palermo, con un numero così elevato di risorse, dovrebbe garantire servizi alla collettività ineccepibili".

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