Alfano a Palermo: "Di Matteo? Non badiamo a spese per la sua incolumità"

Il titolare del Viminale ha incontrato i prefetti dell'Isola. Al termine del vertice una conferenza stampa per fare il punto della situazione su temi come criminalità organizzata, migrazione, sicurezza pubblica e controlli antiterrorismo

La conferenza stampa del ministro Alfano a Palermo - foto Bonfardino

"Non si sta tenendo conto di alcun limite  - né di spesa né organizzativo - pur di proteggere Di Matteo, così come abbiamo fatto e faremo per ogni magistrato in prima linea, su cui si ravvisi una necessità di tutela della persona”. A ribadirlo è stato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, oggi a Palermo per un vertice con i prefetti dell'Isola.

Criminalità organizzata, migrazione, sicurezza pubblica e antiterrorismo sono stati i temi al centro dell’incontro. A fare gli "onori di casa" il neo prefetto di Palermo Antonella De Miro. Presenti anche quello di Agrigento, Nicola Diomede, Maria Teresa Cucinotta, il prefetto di Caltanissetta e Maria Guia Federico, di Catania. E ancora il vice prefetto vicario di Enna, Tania Giallongo, il prefetto di Messina, Stefano Trotta, quello di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, di Siracusa, Armando Gradone e di Trapani, Leopoldo Falco.

ISPEZIONE AL COMUNE DI CORLEONE - "Sono attualmente sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata tre comuni siciliani, ossia Scicli, Giardinello e Mazzarrà Sant’Andrea -  ha detto Alfano - mentre in questo momento è in corso un accesso al Comune di Corleone. Non è una costituzione di giudizio. ma serve per capire come vanno le cose”. Il titolare del Viminale non ha fornito altri particolari. Ha però precisato che “L’accesso è una verifica sullo stato della situazione. E' una decisione di queste ore ed è in corso di notifica. Quando si determineranno gli esiti dell’accesso compiremo una scelta”.

INCIDENZA DEI REATI - Primo elemento che è balzato all’attenzione, quello del calo dell’incidenza dei reati nel territorio, ovvero dell’indice di "delittuosità" che sarebbe diminuito dell’11,4 per cento. “Un dato confortante”, ha commentato il ministro. In diminuzione anche il numero dei reati, che sarebbe sceso del 17,6 per cento. Meno 13 per cento per i furti. “Anche in Sicilia, come in tutta Italia - ha sottolineato il titolare del Viminale - siamo al record dei minimi storici degli omicidi. Questo è un punto di successo della nostra strategia per garantire sempre di più che siamo mafia free”. 

LATITANTI E BENI SEQUESTRATI  - Negli ultimi quattro anni, poi, sono stati catturati 34 latitanti, di cui 7 solo nel 2015. Altro dato importante quello sui beni sequestrati nell’2015, che in Sicilia sono stati pari a 2499 per un valore di 2,675 miliardi di euro, mentre i beni confiscati ammonterebbero a 699 per valore 156 milioni di euro.

SICUREZZA PUBBLICA - Per ciò che riguarda, invece, la sicurezza pubblica nell’ambito delle 1135 manifestazioni di rilievo che si sono tenute nel 2015 in Sicilia, sono state assegnate 25.970 unità di rinforzo delle forze mobili di polizia, mentre 490 sono state coinvolte dall’1 gennaio 2016. “Un dato che vorrei sottolineaste - ha aggiunto - per far capire com’è significativa la presenza dello Stato in Sicilia. Basti pensare che tra le tre forze di polizia, a fronte delle esigenze sempre presenti, sono attualmente al lavoro nell’Isola 22.283 unità e 7233 reparti dell’area Prevenzione crimine”. 

IMMIGRAZIONE - Sullo scottante capitolo dell’immigrazione, Alfano riferisce di aver discusso con i prefetti sullo stato dell’hotspot di Lampedusa e Trapani. “Un altro si aprirà a Pozzallo - ha preciato Alfano - il prefetto di Ragusa mi ha fatto sapere l’andamento della procedura che servirà ad aprirlo. La Sicilia per posizione geografica si è sobbarcata il principale elemento di fatica 104 mila su 154 mila avvenuti nella nostra Regione. Ho chiesto come stanno andando procedura di fotosegnalamento. Si procede in termini del 100 per cento. Mentre i casi di ‘ribellismo’ sono stati superati”. 

CONTRASTO ALLA MAFIA - A tal riguardo, il titolare del Viminale fa sapere che, nell’ambito del contrasto a cosa nostra, ha chiesto di utilizzare ancora più forze nel campo dell’accoglienza e dell’assistenza. "I mafiosi, nell’ambito dei finanziamenti pubblici, si comportano come i topi con il formaggio. Tra l’altro sono stati portati a termine 11 provvedimenti di commissariamento di imprese in Sicilia. La lotta a cosa nostra - ha aggiunto - non conosce tregua, le nostre forze dell’ordine sono al lavoro. C’è un’ottima cooperazione con i magistrati e ciò mi rende soddisfatto”.

TERRORISMO - A proposito delle azioni messe in atto per contrastare il terrorismo, Alfano ha sottolineato che “non ci sono particolari aggiornamenti. Abbiamo un sistema di allerta che ha fatto sì che fosse necessario aggiornare, cosa già fatta dai prefetti, tutti i protocolli in caso di emergenza”. Sulla presenza, invece, di caccia a Birgi, Alfano ha voluto rassicurare: “E’ una dislocazione che viene in ambito nazionale su esigenze che si ravvisano ma che non prelude affatto a interventi immediati”.  

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