Mafia, Alfano: "Oggi ha vinto lo Stato"

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della caserma dei carabinieri della stazione Palermo-Uditore in via Bernini. Al termine ha incontrato la stampa nella sede dell'Ordine dei giornalisti

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano

"Oggi vince lo Stato". A dirlo è il ministro dell'Interno Angelino Alfano che, con il comandante generale dell’Arma dei carabinieri generale Tullio Del Sette, ha inaugurato la nuova caserma dei carabinieri “Uditore” in via Bernini. Un presidio di legalità in una villa che ha ospitato il boss Totò Riina nell'ultimo periodo di latitanza.

Al termine della cerimonia, Alfano ha incontrato la stampa nella sede dell'Ordine dei giornalisti. Diversi i temi affrontati.

UNA CASERMA DOVE PRIMA C'ERA UN COVO
"Il fatto che la casa di Riina diventi la casa dei carabinieri - ha detto Alfano - è un segno straordinario. Siamo in Sicilia e sappiamo bene cosa questo simbolo significhi".

IL VALORE SIMBOLICO DELLE ASSEGNAZIONI
"Nel linguaggio mafioso - secondo Alfano -il fatto che un comandante della stazione dei carabinieri abbia fatto della camera da letto di Riina il proprio ufficio è il più grande smacco che un boss possa subire. E' un messaggio devastante per la criminalità organizzata".

I BENI CONFISCATI
La villa, adesso caserma, è stata confiscata nel 2007 e assegnata solo oggi ma il ministro sottolinea come "ò'Agenzia dei beni confiscati sia una straordinaria start up di successo. Si consideri che questa agenzia non è nata vent'anni fa ma nel 2009, quando io ero ministro della Giustizia. L'agenzia ha già incamerato migliaia di appartamenti e numerosissime aziende e si è creato un problema gestionale da questo 'eccesso di successo'. Stiamo proponendo una riforma per una maggiore efficienza del sistema e un'accelerazione nella distribuzione dei beni. Il prefetto Postiglione sta lavorando molto bene. Ci sono luoghi in cui i beni confiscati possono alleviare le difficoltà abitative, specie dove c'è un deficit di alloggi popolari, dando così una mano ai comuni e una risposta più rapida ai cittadini".

I BOSS, LE MINACCE, LA RISPOSTA DELLO STATO
"Il sistema del carcere duro  - ha detto Alfano rispondendo alle domande dei cronisti - ha funzionato impedendo ai boss di comunicare dal carcere. Abbiamo man mano rafforzato il carcere duro e affinato i meccanismi di controllo perchè non escano le notizie. A Sandro Ruotolo abbiamo offerto il sostegno dello Stato". "Partiamo dal presupposto - ha continuato - che quelli che vengono minacciati devono essere difesi. Vale anche per i magistrati, cui abbiamo dedicato un comitato nazionale di sicurezza pubblica. Sono figlio della lezione di Giovanni Falcone, che disse che la mafia uccide gli uomini che lo Stato non riesce a proteggere. In questa logica abbiamo fatto di tutto. Ringrazio tutti coloro che si sono messi a disposizione per studiare gli effetti del bomb jammer che abbiamo dato al dottor Di Matteo, offrendo la miglior tecnologia presente sul mercato mondiale e che al tempo stesso fosse compatibile col regime di vita urbano ed extraurbano, nei limiti in cui la tecnologia lo permette. E' un ulteriore segnale per la magistratura palermitana. Noi siamo al fianco di chi lotta contro la mafia".

IMMIGRAZIONE
"Se andrà in porto il piano di equa distribuzione dei migranti in tutti i paesi d'Europa è un clamoroso e giusto successo. Ma - per il ministro dell'Interno - non possiamo chiedere all'Europa l'equa ripartizione fra tutti gli Stati e non farla in Italia fra tutte le regioni. Il Sud e la Sicilia hanno già pagato tanto, troppo. La Sicilia sopporta il 90% degli sbarchi e non si può spostare da dov'è, è un peso che deriva dalla geografia e dalla storia. Ma non può sopportare il 20% dell'accoglienza di fronte a chi magari, con egoismo, dice di non volere i migranti". "Dobbiamo avere una posizione giusta, onesta e chiara - ha continuato -. Possiamo chiedere un'equa distruzione in Europa se saremo leali in Italia. Devo dire che l'incontro di due giorni fa al Viminale con i sindaci, fra cui il qui presente Orlando, mi ha lasciato soddisfatto perchè ho visto uno spirito cooperativo significativo. La Valle d'Aosta? Fatti passi avanti".

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