Regionali 2012, fuga dalle urne: un siciliano su due non voterà

Secondo un sondaggio di Demopolis oggi ben il 44%, circa due milioni di isolani, non si recherebbe al seggio. Musumeci è avanti di pochissimo (0,5%) rispetto a Crocetta, più giù Miccichè e Cancellieri. Ma gli indecisi sono il 31%

Sarà l’astensionismo a farla da padrone alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre. Secondo un sondaggio dell'Istituto Demopolis il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Nello Musumeci, è in lievissimo vantaggio, appena lo 0,5% in più di Rosario Crocetta, sostenuto da Pd, Udc e Api, ma è l'astensionismo che con il 44% domina tra gli elettori dell'Isola.

REGIONALI: TUTTE LE LISTE E I CANDIDATI

Secondo il sondaggio se si votasse oggi due milioni di isolani non andrebbero alle urne, il dato più alto degli ultimi dieci anni. Il nuovo governatore potrebbe dunque essere eletto con meno di 900 mila voti. In questo contesto, peseranno gli indecisi, che sono 800 mila, il 31% tra quanti affermano
che comunque si recheranno al seggio.

Per il “Barometro politico” di Demopolis, Nello Musumeci è al 29%, tallonato da Rosario Crocetta al 28,5%, ed entrambi sono per il momento in vantaggio sul leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè. Staccati e sotto il 10%, si collocano Giancarlo Cancelleri del movimento 5 Stelle e Giovanna Marano, subentrata a Claudio Fava per la coalizione di Sel, Idv, Fds e Verdi. Nessuno degli altri candidati supera il 2%.

Secondo Demopolis, i numeri sono destinati a mutare durante la campagna elettorale per l'influenza degli indecisi. L'istituto ritiene i bacini di voto potenziali siano del 38% per Musumeci, del 37% di Crocetta, del 30% di Miccichè, del 16% del grillino Cancelleri. "Ci si reca alle urne -afferma il direttore di Demopolis, Pietro Vento - in un contesto caratterizzato da una gravissima crisi economica ed occupazionale, con una percezione di progressivo impoverimento delle famiglie ed un'insicurezza, sempre più diffusa, che attraversa indistintamente ogni strato sociale. In questo clima, gli scandali delle ultime settimane, a partire dal caso della Regione Lazio, hanno ulteriormente eroso la residua fiducia dell'opinione pubblica nei partiti, con un crollo al 4% odierno registrato dal Barometro Politico Demopolis".

La sfiducia si manifesta nell'astensione ma anche nell'allontanamento dai partiti di riferimento, che produce una frammentazione del quadro politico: nessuna lista, secondo i dati di Demopolis, andrebbe oltre il 18% nei consensi e chiunque vincesse non avrebbe una maggioranza all'Ars.
 

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