Lavoro, il Comune spinge il privato: lo sportello Fare impresa riparte dai quartieri

Sarà gestito dall'associazione Opera Don Calabria e avrà sede a Brancaccio, Partanna Mondello, Borgo Nuovo e Palazzo Magnisi. L'obiettivo è aiutare chi vuole aprire un'attività. Il sindaco Orlando: "Il tempo dell'impiego pubblico è finito"

Da novembre chi deciderà di "fare impresa" sarà meno solo. Riparte infatti lo sportello finalizzato a facilitare i processi imprenditoriali e occupazionali in città, chiuso lo scorso febbraio a Palermo dopo appena un anno di attività. A coordinarlo questa volta sarà l'associazione Opera Don Calabria, vincitrice del bando di gara che affidava il servizio. A differenza della "prima edizione" questa volta lo sportello "Fare impresa" si fa in quattro in nome della decentramento. La sede centrale sarà a Palazzo Magnisi, al momento in ristrutturazione, mentre le altre tre sedi saranno dislocate nei quartieri Brancaccio, Partanna Mondello e Borgo Nuovo. 

Rivolto in particolare ai giovani, alle donne, agli immigrati e agli over 50, il servizio è accessibile a tutti. Gli sportelli saranno aperti nelle sedi della seconda Circoscrizione (in via San Ciro), della quinta (a largo Pozzillo) e della settima (in via Eleonora Duse) per tre giorni alla settimana: rispettivamente il venerdì, il mercoledì e il lunedì dalle 9 alle 13. Nella sede principale, in via Fratelli Orlando, l'orario di ricevimento sarà negli stessi giorni e orari più il mercoledì pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30. Entro un mese dovrebbe arrivare anche un sito web che permetterà di accedere direttamente al servizio. Nell'attesa ci sarà uno spazio dedicato all'interno di quello istituzionale del Comune.

"Ci siamo spinti in un'opera di delocalizzazione - afferma l'assessore alle Politiche giovanili con delega al lavoro Giovanna Marano - perchè gli indici di disoccupazione, molto alti al Sud, sono ancora più alti in alcuni quartieri. Abbiamo quindi deciso di prendere in carico i giovani, le donne e tutti coloro che vogliono fare impresa per aiutarli nel percorso accompagnandoli".

"L'iniziativa non è casuale - spiega il sindaco Leoluca Orlando - ma si inserisce dentro ad un percorso: in cinque anni dimostreremo che il decentramento è una realtà. La decisione di riapre lo sportello nasce da una consapevolezza: il tempo del lavoro pubblico è finito. L'unica cosa che si può fare in quel settore è stabilizzare chi oggi è precario. Il lavoro deve essere privato. Grazie allo sportello si passa dalla logica del pizzino ad una rete di servizi che presuppone la personalizzazione con la presa in carico della persona".

Ed è proprio la presa in carico della persona a caratterizzare il metodo utilizzato dall'associazione Opera Don Calabria. "Noi creiamo una relazione con l'utente - afferma il coordinatore Antonio Sperandeo - al fine di aiutarlo a realizzare un lavoro autonomo. Cerchiamo di capire qual è il suo progetto di vita e quali sono anche le competenze e le conoscenze acquisite. L'utente, infatti, spesso non è consapevole dei suoi bisogni e delle sue capacità". Non sempre però l'utente è nelle condizioni di fare imprese. "Avendo base nei quartieri incontreremo persone con difficoltà culturali e sociali importanti non compatibili con la creazione d'impresa. In questo caso - continua Sperandeo - lo aiuteremo a trovare un lavoro dipendente, anche se non è questo il nostro focus". Nel caso in cui invece le condizioni per fare impresa ci siano, l'associazione affiancherà il privato durante tutte le fasi propedeutiche all'apertura di una attività, aiutandolo per esempio a trovare il finanziamento adatto al caso suo, e lo accompagnerà, in collaborazione con le associazioni del territorio con cui è in contatto, fino alla prima fatturazione. "Il lavoro non esiste, si crea - conclude Sperandeo - e il nostro obiettivo è creare un'opportunità. Qua la mano è il nostro motto".

L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai presidenti delle circoscrizioni interessate. "L'amministrazione sta mettendo in essere - commenta il presidente della quinta Fabio Teresi - una straordinaria rivoluzione: l'umanizzazione dei servizi. Inoltre, lo sportello farà conoscere le opportunità che ci sono nel territorio ai cittadini spesso ignari".

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