Accordo Spaccio Alimentare-gruppo Arena, l'Ugl non ci sta: "Disparità tra lavoratori"

Sono 219 in tutta la Sicilia gli impiegati coinvolti e che da settembre passeranno alle aziende a insegna Decò. Il sindacato: "Alcuni si sono visti immotivatamente tagliati fuori dai giochi"

Accordo fatto tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Sicilia e le società Distribuzione Cambria Srl e Sviluppo Arena Srl in merito alla cessione di otto punti vendita Distribuzione Cambria (insegna Spaccio Alimentare) a Sviluppo Arena Srl. Contestualmente all’acquisizione, Sviluppo Arena Srl cede in ramo d’affitto a Palermo Retail i 3 punti vendita di Palermo (via Ugo La Malfa, via Ingham, via  Crocifisso a Pietratagliata); a Fratelli Arena Srl il punto vendita di Lascari (PA); a Messina Retail il punto vendita di Milazzo (Me); ad Aligros Srl il punto vendita di Aci Sant’Antonio (Ct) e alla Gls Srl il punto vendita di Catania via Rapisardi. Sono 219 le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, che dal 1 settembre passeranno alle dipendenze delle aziende a insegna Decò.

"Lavoratrici e lavoratori hanno mantenuto, oltre il proprio livello occupazionale, anzianità convenzionale, scatti di anzianità, superminimi, orari ed inquadramenti di cui già godevano con la precedente azienda. Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, che ha permesso di  salvaguardare un importante numero di lavoratrici e lavoratori, oggi in cassa integrazione, che dal primo settembre, dopo mesi di incertezze e sacrifici, torneranno a lavorare", affermano Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, rispettivamente segretario generale di Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltucs Uil Sicilia. 

I lavoratori che confluiranno in Palermo Retali e Messina Retail, si aggiungeranno ai colleghi ex Sma già transitati nelle società.

Di parere opposto l'Ugl, che non ha firmato l'accordo definendo "irricevibili gli elenchi del personale prodotti dalla 'Distribuzione Cambria', semplicemente perché non corrispondevano con il reale quadro relativo alla dislocazione delle unità di personale. Di conseguenza - dicono dal sindacato - alcuni impiegati si sono visti immotivatamente tagliati fuori dai giochi. In presenza di liste veritiere avremmo apposto senza alcun dubbio la nostra firma, ma non ci è sembrato affatto corretto avallare un verbale condito da incongruenze nelle allocazioni dei dipendenti nei vari punti vendita. Per questo motivo non esiteremo a chiedere alle istituzioni competenti la convocazione delle parti per l’immediata revisione dell’accordo al fine di tutelare tutti i lavoratori interessati". 

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