Chiedono busta paga e la società li licenzia, avviati pignoramenti contro la cinese Z&H

L'azienda, che gestiva un centro commerciale a Bagheria, ha licenziato cinque lavoratori palermitani. Il tribunale l'ha condannata. Gli ex lavoratori hanno richiesto il pagamento di 15 mensilità ma la Z&H non ha mai pagato

Il centro commerciale Z&H a Bagheria

Avviati i pignoramenti contro la Z&H, società di imprenditori cinesi che gestiva un centro commerciale a Bagheria. L'azienda ha licenziato cinque palermitani solo perchè hanno "preteso" la busta paga. I lavoratori però hanno fatto ricorso e il tribunale di Termini Imerese, con diverse sentenze, nel 2017 ha condannato l'azienda a pagare le retribuzioni maturate e ordinato il reintegro. Al posto del reintegro, però, gli ex lavoratori hanno richiesto il pagamento di 15 mensilità. La Z&H non ha mai pagato. Da qui i ignoramenti contro la società. 

"Nel frattempo - spiega la Cgil in una nota - il centro commerciale di Bagheria ha cambiato denominazione: è sorta un’altra società, la Sunny s.r.l., che gestisce diversi punti vendita anche a Palermo all’interno di noti centri commerciali, la cui legale rappresentante è la moglie del legale rappresentante della Z&H s.r.l. e svolge la stessa attività utilizzando alcuni dipendenti che già lavoravano per la Z&H s.r.l. Alcuni lavoratori hanno avviato una causa per dimostrare la continuità d’impresa tra le due società e, inoltre, hanno più volte chiesto al Comune di Bagheria se la Sunny s.r.l fosse in regola con le autorizzazioni alla vendita. E' emerso che la Sunny s.r.l. per un lungo periodo di quasi otto mesi aveva esercitato la propria attività commerciale abusivamente, in assenza della prescritta autorizzazione amministrativa. Tanto che, con ordinanza del dicembre 2017, l’amministrazione di Bagheria ha disposto la chiusura del centro commerciale che ha poi riaperto dopo alcuni giorni".

"La battaglia che abbiamo condotto a fianco di questi lavoratori - dicono il segretario della Cgil Palermo, Enzo Campo, e l'avvocato Pietro Vizzini - è stata in primo luogo per la difesa del sacrosanto diritto a un lavoro equamente compensato e retribuito. Gli enti preposti ai controlli hanno il dovere di vigilare affinché siano garantiti i diritti principali del lavoratori e ciò al fine di evitare che nuove iniziative commerciali si trasformino in un fenomeno di dumping sociale". 

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