Sciopero dei bus, i sindacati: “L’adesione è stata del 75%”

I lavoratori dell’Amat hanno incrociato le braccia per quattro ore, dalle 9.30 alle 13.30, per chiedere tra le alte cose “'la firma del contratto di servizio con il Comune”. Ma i Cobas contestano i numeri: “Sciopero era sbagliato nei tempi e nei modi”

E' stata del 75%, secondo i sindacati, l'adesione allo sciopero di quattro ore, dalle 9.30 alle 13.30, dei lavoratori Amat, indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa e Faisa Cisal, per chiedere ''la firma del contratto di servizio con il Comune, un parco mezzi adeguato, un servizio efficiente per i cittadini, risposte sul futuro dell'Azienda''. Su 190 vetture, infatti, a rientrare in deposito sono state 125, 65 i mezzi in strada.

''Ci auguriamo - spiegano i sindacati - che il sindaco provveda subito a rinnovare il contratto di servizio con l'azienda per offrire ai cittadini un servizio adeguato alle loro esigenze e per salvaguardare il futuro dei 1700 lavoratori e delle loro famiglie. Il contratto dovrà precisare quali sono i servizi che l'azienda dovrà garantire e soprattutto con quali risorse''. I sindacati denunciano ''macchine insufficienti nel numero e nella qualità, poco affidabili, rifornimento metano ancora dipendente dall'esterno malgrado le decine di appelli ripetuti ad ogni occasione, ma soprattutto un bilancio economico-finanziario incerto, non sappiamo infatti come verrà messo in equilibrio e da dove o da chi perverranno le risorse necessarie''.

Ma c’è chi contesta questi numeri. "I numeri sullo sciopero dei lavoratori Amat di stamattina resi noti da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa e Faisa Cisal non corrispondono alla realtà. L'adesione allo sciopero si è fermata al 38% tra gli autisti. Dato che scende vertiginosamente a circa il 15% se consideriamo anche il personale amministrativo e quello delle officine”. Ad affermarlo è Antonino La Barbera , segretario regionale dei Cobas settore Trasporti, sigla sindacale che assieme all'Ugl non ha aderito allo sciopero. Nel dettaglio, su 200 autobus, 76 sono rientrati nei rispettivi depositi di via Roccazzo e Brancaccio. Sono invece 4 su 194 gli amministrativi che hanno scioperato; addirittura solo un meccanico sui 200 dell'officina ha incrociato le braccia.

"Questi sono i dati reali - aggiunge La Barbera -. E' la conferma, così come avevamo anticipato alla vigilia, che questo sciopero era sbagliato nei tempi e nei modi. A questo punto - conclude La Barbera - sarebbe auspicabile evitare altre fughe in avanti e sedersi tutti attorno ad un tavolo per il bene dell'azienda".

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