Compra una casa ma viene accusato di furto di gas: poliziotto assolto dopo 7 anni

Protagonista della paradossale vicenda un agente del commissariato Zisa che aveva acquistato un immobile all'asta giudiziaria. Dopo aver chiesto la voltura si è ritrovato una denuncia per furto. Dopo aver rischiato di perdere il lavoro è stata riconosciuta la sua innocenza

Il tribunale di Palermo

Per anni ha rischiato anche di perdere il lavoro e dover riconsegnare la sua divisa per aver acquistato una casa ed essersi trovato sotto processo per furto di energia. Perché? Perché richiedendo una voltura i tecnici si sono accorti che qualcuno aveva manomesso il contatore. Il giudice della quinta sezione penale del tribunale di Palermo, Nicola Aiello, ha però assolto un agente di polizia del commissariato Zisa per non aver commesso il fatto.

Tutto inizia quando il poliziotto decide nel novembre del 2011 di comprare a un’asta giudiziaria un appartamento in zona Romagnolo con l’intenzione di ristrutturarla e affittarla. Per accudire il padre all’epoca malato, come emerso durante il processo, l’agente non è mai entrato in quella casa ed è rimasto insieme ai genitori. Qualche mese dopo l’acquisto contatta la società che eroga il servizio per chiedere una voltura ma i tecnici inviati sul posto si accorgono che c’è qualcosa di strano: l’ultima lettura risaliva al 1998.

Da allora al 2012 però erano stati registrati dei consumi che, d’ufficio, avevano portato l’Amg gas a presentare un esposto per furto contro il proprietario di casa. “Non ci è stato possibile - spiega a PalermoToday Tiziana Monterosso, l’avvocato del poliziotto - esercitare la nostra difesa perché al mio assistito non è mai arrivato alcun avviso di garanzia. Gli è stato notificato direttamente un decreto penale di condanna contro cui ci siamo opposti arrivando a questo procedimento che definirei kafkiano”. Un decreto che gli imponeva il pagamento di un'ammenda da 10 mila euro.

Nel corso del processo l’agente del commissariato Zisa, che nel frattempo aveva chiesto di passare dalla sezione Investigativa a quella Amministrativa, è riuscito a dimostrare di non aver alcun responsabilità sul furto di gas. Di fronte a questa ricostruzione il pm ha chiesto l’assoluzione dell’imputato per insufficienza di prove. Il giudice invece ha riconosciuto l’innocenza dell’agente e lo ha assolto per non aver commesso il fatto. L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto la trasmissione degli atti al commissariato per cancellare definitivamente questa macchia dalla sua divisa.

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